Iniziazione ai culti celtici

La storia la scrivono i vincitori, almeno fino a quando ricercatori indipendenti - anche dopo secoli - finiscono per investigare su verità taciute e insabbiate e riportano alla luce usanze e tradizioni che rendono giustizia ad intere civiltà. Questa la sorte toccata al popolo celtico, pastori seminomadi giunti probabilmente in Europa dall’est oltre tremila anni fa, popolo di guerrieri, di druidi e druidesse, di agricoltori e artigiani, descritto da Giulio Cesare nel De bello gallico e considerato dai romani un popolo barbaro e rozzo. Oggi invece sappiamo che i celti, che alcuni vogliono addirittura discendenti della mitica Iperborea, arrivarono ad estendere il loro dominio “dalla punta estrema della Gallia e della Penisola Iberica, all’estremo nord della Germania, passando per le Alpi, la Pianura Padana e quella del Danubio” tramandando la loro essenza nonostante lo scorrere dei millenni e la distorsione storica. La cultura celtica era molto evoluta e le conoscenze in campo astronomico estremamente approfondite. Magia e musica costituivano per loro un ponte tra Cielo e Terra ovvero tra l’uomo e il divino con una concezione magico-spirituale della realtà visibile in cui le foreste, luoghi di grande energia e potere, ospitavano culti pagani e riti iniziatici. Arpe, cornamuse e flauti accompagnavano feste e riti magici popolati di fate, folletti, pietre e sassi, abitanti insieme agli alberi e agli animali di regni incantati governati e protetti da druidi e druidesse, al tempo stesso maghi e sacerdoti, maghe e sacerdotesse, al fianco dei re…
Due ricercatrici e studiose italiane, appassionate e profonde conoscitrici di Archeologia ed antiche religioni, prendono per mano il lettore che voglia conoscere qualcosa in più non tanto sulla storia del popolo celtico, cui si fa comunque breve cenno, quanto piuttosto sugli aspetti esoterici di questa cultura affascinante. Dai culti della Grande Madre a quelli degli alberi, “veri protagonisti della concezione sacra e magica dei Celti, del loro calendario, della loro astrologia e dei loro riti ancestrali”, dall’alfabeto Futhark di ventiquattro caratteri, archetipi magici e misteriosi riportati anche sulle rune, antichissimo strumento di divinazione ancora oggi usato nello sciamanesimo donato all’uomo secondo alcune tradizioni da Odino, secondo altri dalle Norne, le tre dee a conoscenza di passato, presente e futuro del mondo. Non è certo un caso se le sacerdotesse del culto druidico fortemente temute dai romani per il loro potere furono poi bollate come streghe dal cristianesimo e perseguitate. Del resto, la storia la scrivono i vincitori. Ma per fortuna, non solo.

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