Ink

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La vita di un uomo è incisa sulla sua pelle, e sarà questa a conservare la sua storia una volta scomparso e a testimoniare ai posteri la sua rettitudine. Un libro le cui pagine sono lembi di pelle in grado di raccontare un’esistenza intera, una memoria di carne la cui sacralità nessuno (o quasi) osa mettere in dubbio. Sta per accadere la stessa cosa al padre di Leora. Dopo la sua morte è stato scuoiato e i suoi tatuaggi racconteranno chi era: egli sarà giudicato alla cerimonia della pesatura delle anime, così come vuole la tradizione di Saintstone. Leora non nutre alcun dubbio sulla bontà e l’onestà di suo padre, la cerimonia è solo un passaggio obbligato, la sua anima è salva. Ma è davvero così? Quanto conosce di lui la sedicenne che sta per intraprendere la sua strada e scegliere di fare la tatuatrice a sua volta?

Intonsi e Marchiati, ribelli contro uomini retti, inchiostro indelebile sulla pelle che segna la memoria. Un tempo per gli antichi egizi erano i giudici di Maat (personificazione della giustizia) a giudicare il defunto e donargli la vita eterna, questo durante la cerimonia della pesatura del cuore e della piuma di Maat, che dovevano eguagliarsi sulla bilancia. Nel tempo scandito dalle pagine di Alice Broadway è invece l’uomo a decidere chi merita oblio e damnatio memoriae e chi invece deve essere ricordato. L’uomo si sostituisce a Dio, e quando ciò accade inevitabili sono le conseguenze. A Saintstone ineludibili leggi regolano la vita degli abitanti, la leggenda del Santo che porta incisa sulla pelle la sua storia e i suoi meriti è reale quanto il racconto della regina buona e della strega cattiva sua sorella; Leora, che ha vissuto di incrollabili certezze, le vedrà sfaldarsi come vernice corrosa dall’acido. Fantadistopia in tre volumi di cui Ink è il primo, esordio della scrittrice inglese che ha studiato teologia e ama bere tè ‒ come del resto ogni suo compatriota ‒ nutrendo interesse anche per i tatuaggi. Destinato a un pubblico young adult già avvezzo ad ambientazioni in un futuro incerto e destabilizzante, Ink si lascia leggere piacevolmente e non manca di colpi di scena. Basterà per far emergere la trilogia da un genere tanto in voga negli ultimi anni? Aspettiamo il seguito.



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