Insieme a mezzanotte

Kendall è una giovanissima ragazza appena rientrata a casa (anche perché è Natale) dopo aver trascorso un semestre all’estero con tappe a Roma, Parigi, Londra, Monaco, l’Irlanda... Sta già facendo i buoni propositi per l’anno nuovo e anzi ha scritto una vera e propria lista che comincia proprio con la preparazione del suo ritorno a scuola, il liceo Fitzpatrick. Non solo: poi sono contemplati nel promemoria la sua amica Ari, il ragazzo che le interessa, ovvero Jamie, di cui spera di innamorarsi. E poi vuole assolutamente scrivere il suo romanzo di cui al momento conosce solo il titolo, Insieme a mezzanotte, e ha tracciato le biografie dei personaggi. Max non si può dire che sia un amico di Kendall, anche se si conoscono e, anzi, una volta ci è anche scappato un bacio, del quale lui ricorda ogni particolare. Si ritrova a New York in quelle festività natalizie e viene “incastrato” dai suoi familiari, zia Suze compresa: tutti scappano ed è lui che dovrà rimanere con il nonno, il terribile Big E, in attesa che arrivi la sua nuova badante. Il caso vuole che Jamie vada a New York a trovare il suo amico Max e lo supporta nella gestione del nonno, ma anche Kendall parte per New York insieme a suo fratello Emerson e al compagno di lui Andrew che fanno ritorno a casa dopo Natale. E i tre giovani si ritrovano così nella Grande Mela, si incontrano per caso tutti e tre e vivono una terribile avventura: alla fermata dell’autobus una giovane coppia litiga e lei, Luna, per allontanarsi dal suo boyfriend e scappare, visto che nessuno l’aiuta, finisce sotto un autobus...

Che cosa succede a un giovanissimo quando assiste a un evento traumatico? Come può volgere in positivo quel senso di colpa per non essere intervenuto in tempo? La lettura del volume di Jennifer Castle da parte dei più giovani può forse essere utile a trovare una strada, a decifrare, tra i tanti gesti quotidiani, quelli utili a capire i buoni sentimenti. Ci sono miliardi di occasioni ogni giorno per sentirsi in pace con il mondo, per aiutare qualcuno, per condividere una piccola missione, fosse anche solo ascoltare chi è abitualmente bistrattato dalla gente e dalla vita. L’occasione la trovano in queste vacanze natalizie a New York in cui Kendall e Max si trovano da soli e vanno in cerca di gesti di gentilezza e cominciano a orientarsi e a capire, in un modo che sembra quasi magico, con la complicità della neve che all’improvviso scende copiosa sul Capodanno della Grande Mela. Non saranno gesti fini a se stessi, ma l’intensità con cui i due ragazzi li vivono, modificherà per sempre il loro modo di vedere e affrontare la vita, soprattutto il loro atteggiamento verso gli altri, la condivisione di un gesto, una parola, un piccolo aiuto che li conduce verso un nuovo modo di porsi nei confronti dell’umanità, anche quella sconosciuta e non solo perché mai incontrata, ma perché facente parte di mondi decisamente lontani rispetto a quelli in cui vivono i due. Incredibile come bastino le semplici parole di una cameriera e sette piccoli eventi gentili, per rimettere a posto le cose nelle loro giovani vite: una piccola sospensione delle attività per ricominciare poi più forti, decisi e determinati. Sarebbe utile a molti rifletterci un po’ su.



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