Io e te

Io e te

Lorenzo è uno che il primo giorno di liceo, guardando la massa di coetanei in attesa di entrare, (ragazzi con la barba! ragazze con le tette! skate, motorini, urla e risa...) pensa che quello sia “l'inferno in terra”. Lorenzo è uno che implora i genitori di fargli cambiare scuola: “una per disadattati o sordomuti sarebbe stata perfetta”, dice. Lorenzo ha 14 anni, un attaccamento quasi morboso a sua mamma, e soffre gli altri al punto da desiderare di essere invisibile. Lorenzo, se  indossa un paio di Adidas, la felpa scura e i jeans bucati, se si lascia scivolare lo zaino giù dalla spalla per poi prenderlo a calci con insofferenza, se qualche volta fa pure lo sforzo di rispondere male ai professori è solo per  imitare il comportamento dei compagni più “pericolosi” (come fanno certe mosche che fingono di essere api), pur di non essere riconosciuto per quello che è. Un magro, impaurito, ragazzo dalla pelle chiara, che non ha il coraggio di ribellarsi, che nei momenti in cui tutto il mondo è lì a urlargli in faccia di reagire sente di essere seduto su un gigante di pietra, che lo abbraccia, lo tiene stretto, e non lo fa muovere. Lorenzo, però, è anche capace di idee mica male... come quella di nascondersi in cantina per sette giorni, il tempo di far passare quella settimana bianca a cui non è neanche stato invitato, ma lui, chissà perché, ha detto alla mamma che Alessia Roncato (la più bella della scuola) aveva organizzato una vacanza a Cortina e aveva invitato anche lui...e la mamma era corsa in bagno a piangere perché voleva dire che suo figlio era finalmente riuscito a inserirsi nel suo ambiente, era benvoluto dai suoi amici, era un ragazzo normale, non un ragazzo con un “sé grandioso”, come diceva quello psicanalista. E ora, chi glielo dice a mamma che non è vero nulla? Scatolette di tonno, romanzi, playstation, crema autoabbronzante e dodici litri d'acqua. Aveva davvero pensato a tutto, Lorenzo. Tranne alla possibilità che la sua  bellissima e “maledetta” sorellastra, Olivia, irrompesse in quella sua bolla perfetta e tranquilla facendogliela scoppiare...

Ammaniti ci riporta dalle parti dell'adolescenza, e si ha come l'impressione che le conosca così bene, quelle zone, da inserire il pilota automatico e via. Le ha già descritte, qualche anno fa, in Ti prendo e ti porto via, ha già percorso in lungo e in largo gli abissi dell'orrore del mondo adulto facendo dire al suo protagonista di non averne affatto paura, ci ha fatto correre in bicicletta con il cuore in gola, insieme a Michele Amitrano (Io non ho paura, appunto) scappando da mostri veri e immaginari, e anche questa volta non lesina una grossa prova d'esame a Lorenzo: anche lui dovrà dimostrare di saper “decidere di fare le cose e farle”. Un romanzo breve - o un racconto lungo - che si legge in poche ore, grazie anche a una scrittura talmente piana da risultare quasi anestetizzante. A  spiazzarci, come sempre, Ammaniti ci mette finali senza scampo, sfidandoci a trovare qualche elemento positivo a cui attaccarci per non sprofondare. In Io e te di positivo c'è un messaggio di apertura all'altro, al “te”, perché se è vero che qualcuno di inaspettato può irrompere nella nostra vita e ce la può ribaltare, magari quel qualcuno ci ha solo rimesso nel verso giusto. Perché prima, non lo sapevamo, ma eravamo tartarughe che annaspavano sulla schiena.



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