Io, Fidel

Io, Fidel
Vani sta facendo fare a Ona il giro della casa. Tiene davvero tanto al giudizio della sua nuova amica. Per questo è un po’ nervosa. Tutto appare in ordine, i mobili e i colori sono tra loro in armonia. Ma c’è un poster. Ona lo vede. Ironica, chiede da dove provenga. È la stampa di una foto. Guerrillero Heroico. L’autore è Alberto Korda. Il soggetto Ernesto Che Guevara. L’immagine più inflazionata della storia recente, con tutta probabilità. Il Che è il mito di Vani. Ona, viceversa, appare contrariata, pensierosa, di tutt’altra opinione. E vuole sapere per quale motivo Vani abbia sentito il bisogno di acquistare e affiggere la foto di Guevara. E Vani inizia a tornare indietro nel tempo, a raccontare…
La storia e la vita sono fatte per mescolarsi perché sono complementari: ogni storia è fatta di vite, ogni vita ha la sua storia. E succede praticamente sempre che più vite e più storie si intreccino, anche se tra le persone coinvolte non esiste conoscenza diretta. In questo caso è Fidel Castro, il dittatore/liberatore di Cuba, a rappresentare un simbolo ideologico, politico e culturale, nonché l’anello di congiunzione tra le due principali voci del romanzo, due donne, queste sì, che si conoscono di persona, e che dialogano, si confrontano appassionatamente, per il bisogno di raccontarsi e trovare un senso alle cose. Fluido e semplice, Io, Fidel è un viaggio nell’anima e nel tempo.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER