Io odio tutti

Io odio tutti

Bangkok. È una serata come tante per Alessandro. Alcol, droghe, musica a palla. La spiaggia di Koh Phangan è intasata di gente. Lui è con Ju, la sua ragazza, annoiata come sempre, e Jack, un loro amico omosessuale. È in Asia da quasi due anni e da quando ha messo piede in Thailandia la sua vita è stata sempre al limite; ma prima non era così. Quando era a Roma aveva dei principi: giustizia, lealtà, rispetto, onestà. Faceva il poliziotto nel reparto mobile e la sua vita scorreva tranquilla: una fidanzata, Anna, e un amico, Paolo, con cui è cresciuto nonostante le diverse idee politiche. Il rapporto con Anna, in realtà, è sempre stato burrascoso, un vero e proprio gioco al massacro. Poi un giorno il padre di Alessandro, un ispettore di polizia, è morto a causa di una malattia. Subito dopo il funerale, sua madre si è sentita male ed è stata portata in ospedale. E proprio quel giorno in cui il suo mondo iniziava a sgretolarsi, Alessandro è tornato a casa e ha trovato a letto Anna e Paolo, i suoi punti fermi, le persone più importanti della sua vita. Da quel momento non li ha più visti e ha continuato a vivere attanagliato dal rancore. Così, durante una manifestazione in cui era di servizio, quando una ragazza gli si è avvicinata porgendogli una margherita, lui ha risposto con una manganellata rabbiosa. Quella ragazza era Anna. Subito dopo Alessandro si è dimesso dalla polizia, ha venduto la casa dei genitori, ha fatto un biglietto di sola andata per Bangkok e ha iniziato un’altra vita…

Terzo romanzo dello scrittore e giornalista del quotidiano “Il Messaggero” Mauro Evangelisti, dopo il claustrofobico Johnny Nuovo e il più leggero Chiedimi l’amicizia, Io odio tutti narra le vicende di Alessandro, un poliziotto del reparto mobile che fugge dalla sua vita per cercarne un’altra a migliaia di chilometri da Roma, la città in cui ha preso a manganellate la sua ex durante una manifestazione. Ritroviamo il protagonista a Bangkok, in cui conduce un’esistenza dissoluta a fianco di Ju, una sinuosa thailandese il cui unico obiettivo sembrano essere i soldi e la droga. Qui Alessandro ripensa al suo passato, a ciò che lo ha costretto a fuggire, al suo doloroso rapporto con Anna, che lo ha tradito col suo amico Paolo, un parlamentare di sinistra che abitava nel suo stesso palazzo a Monteverde. La scrittura di Evangelisti è sospesa tra un passato in cui il lettore viene a conoscenza delle vicende che hanno portato l’ex poliziotto a prendere una decisione tanto estrema attraverso l’uso del flashback, e un presente fatto di ricordi e voglia di dimenticare, lasciarsi tutto alle spalle per ricominciare. Perché “bisogna sempre avere una vita di riserva”, scrive l’autore, bravo a raccontare non tanto un viaggio fisico ma interiore, intimo, doloroso, perché la vita che Alessandro si costruisce a Bangkok è una “non-vita”, un muoversi meccanicamente all’interno di una vacanza-esilio tormentata, legata indissolubilmente a una situazione di incompiutezza, di non conoscenza di una realtà da cui si è stati costretti a fuggire. E Alessandro, dunque, decide di tornare, affrontare i demoni del passato, immergersi in quella che prima era la sua vita, cercare in qualche modo una sua personalissima redenzione, chiedere scusa, se necessario. E questo viaggio a ritroso, fisico e mentale, spiazzerà il lettore regalandogli un finale soprendente.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER