Io so chi sei

Io so chi sei

Marilena Bacarelli aveva un sogno, sposarsi alla Porziuncola – una chiesetta all’interno della Basilica di Assisi ‒, senza nemmeno il prete: solo lei e Saverio, davanti a Dio. Ma il destino ha deciso diversamente, Saverio è arrivato davanti a Dio, ma da solo, dopo essere caduto da un ponte in una notte di pioggia, probabilmente fatto o bevuto, in ogni caso fuori di testa. O almeno così si suppone, perché il corpo non si è mai trovato. Erano antitetici, loro due. Lei laureata, un lavoro alla reception di un hotel, un discreto appartamento borghese a dispetto dei suoi che l’avrebbero voluta in casa fino a che non fosse stata impalmata. Lui uno sbandato senza un lavoro, animalista estremo, di quelli che vanno a liberare gli animali da pelliccia incuranti del fatto che gli animali moriranno comunque, ma devoto alla dea Libertà. Mai adattatosi a vivere con lei una vita regolare, Saverio andava e veniva, l’ha trasformata a suon di ricatti emotivi e qualche schiaffone, ma a Lena non importava. Ha abbandonato l’abbigliamento “borghese” adattandosi a pantaloni e maglioni larghi e sformati, è diventata vegetariana dimagrendo fino a sembrare malata, ha sacrificato i suoi bellissimi capelli ad un’acconciatura coi dreadlock e da quando Saverio è caduto in Arno, lasciandole in eredità un dolore incancellabile e il cane Argo, vive come una vedova. Frequenta saltuariamente Betta, l’amica storica che la chiama scema (non a caso) e la mette davanti alla realtà delle cose, ci prova almeno. Anche quando succede qualcosa che per Lena ha un significato ben preciso, trova nella sua cassetta della posta il telefono di Saverio, anche se il numero non è più attivo, il telefono è il suo e i messaggi che arrivano, sono destinati a lei e le dicono che ha ragione, ha sempre avuto ragione…

Duro come sa essere dura Paola Barbato, senza effettacci splatter, senza sangue inutilmente sparso ma con una storia crudele come poche. La figura della protagonista è, ahilei, quella di una donna totalmente inetta, incapace di prendere qualunque decisione che non sia di fare quello che le viene suggerito. A farle da contrappeso l’amica Betta: una donna indipendente, professionista affermata che se ne frega di ogni convenzione, e un poliziotto sui generis, molto sui generis. A metà fra un’indagine psicologica e un quadro iperrealista, Io so chi sei dipinge dei personaggi che si muovono ai margini, in una realtà di nicchia. Il mondo degli animalisti estremi, quelli che per un malinteso senso di libertà e giustizia non si preoccupano di nessuna conseguenza, un mondo in cui si toccano, a volte molto a volte meno, tutti i marginali e gli emarginati, anche quelli che apparentemente non lo sono. Quando accade che vite “regolari” per qualche motivo si incrocino con le altre, si innescano dei meccanismi non facilmente gestibili che la Barbato racconta cavandone un thriller di altissimo livello. Questo romanzo della Barbato condivide un personaggio con un romanzo che sta uscendo online (con speranza concreta che prima o poi sarà un cartaceo), sulla piattaforma Wattpad e il prossimo romanzo sarà la conclusione di entrambi, che sono comunque storie a loro stanti e indipendenti.



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