Io sono buio (And I darken)

Io sono buio (And I darken)
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Sotto il cielo grigio di Sighisoara la fragile Vasilissa ha dato alla luce una femmina. È quasi un affronto per suo marito Vlad Dracul, principe e drago di Valacchia, perennemente in bilico sul trono e ostaggio dei suoi nemici. Ma la piccola Ladislava, Lada come la chiamano, si rivela fin da piccola una creatura fuori dal comune: spietata come un lupo e astuta come una volpe, è abbastanza brutta da tenere alla larga eventuali pretendenti. È lei la vera figlia del drago, non Radu, il suo fragile fratellino dal viso d’angelo, né Mircea, il figlio maggiore crudele e dai modi rozzi. Lada pensa che potrebbe avere tutto, la sua Valacchia, il trono, il rispetto degli altri se solo non fosse nata femmina. Sotto le gonne indossa grossi stivali, dentro le maniche nasconde pugnali, i suoi denti affilati tagliano carne e iniettano veleno, ma nulla è abbastanza quando il sultano Murad decide di trattenere lei e Radu come ostaggi a Edirne, pegno della lealtà di Vlad e della sua instabile Valacchia. Una terra baciata dal sole diventa la sua prigione dorata, nenie turche accompagnano il suo riposo insieme al ripetersi delle preghiere cinque volte al giorno, ma se Radu il debole sembra affascinato dalla cultura ottomana, lei non intende inchinarsi a un nuovo padrone e al suo Dio sconosciuto. Terrà duro e un giorno tornerà a casa, anche se adesso il suo compagno di giochi è il figlio minore del sultano, quel Mehmed destinato a grandi cose e a cambiare la sua vita…

Se Vlad III, voivoda (principe) di Valacchia dal 1448, noto ai più come il temibile “Tepes”, l’impalatore, fosse nato femmina, forse avrebbe avuto l’istinto e le capacità da leader della sua giovane alter ego Lada, felice invenzione letteraria di Kiersten White. Più probabile è che il vero Vlad ‒ cresciuto ostaggio dell’impero turco ‒ non abbia dimostrato né le qualità di Lada né i poteri soprannaturali che Bram Stoker ha affibbiato al suo conte Dracula ispirandosi a lui. Destreggiandosi abilmente tra la storia e il mito del principe nato in Transilvania, la White ha orchestrato un perfetto gioco di ruolo: ci sono la principessa ribelle e pericolosa, il principe sensibile ma scaltro, l’erede odiato da molti e amato da entrambi, uno stuolo di cospiratori e l’astuzia tutta femminile delle regine dell’harem. La corte del sultano Murad si rivela essere un condensato di intrighi e sotterfugi, ove l’odio, le passioni forti, l’invidia e la brama di potere, albergano a proprio agio come nei cuori dei giovani protagonisti. Con Paranormalmente la White si è fatta un nome in ambiente urban fantasy, ma questa nuova trilogia sembra vederla a suo agio nella contaminazione di più generi, dallo storico all’epico prettamente rivolto a un pubblico young adult. Il seguito di Io sono buio intitolato Now i rise è atteso nel 2017, e non vediamo l’ora di assistere alle imprese di una Lada più adulta e determinata a riprendersi ciò è suo.



 

 

 

 
 
 
 

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