Io sono Dio

Io sono Dio

Un uomo passeggia lento per le strade di New York. Al polso ha un orologio di poco valore e nella tasca sente un peso. Indossa una giacca di tela verde sulla quale un tempo vi erano un nome e un grado. Guarda l’orologio, infila la mano nella tasca, preme un bottone e il cielo di New York s’illumina di un sole artificiale. Lui ha questo potere, perché è Dio. Vivien Light, detective in forza al Tredicesimo Distretto del New York Police Department, indaga su una serie di attentati dinamitardi che stanno mettendo in ginocchio la Grande Mela, già sconvolta dagli eventi dell’11 settembre. Una donna che nasconde i suoi drammi personali dietro un’immagine solida. La sua è una corsa contro il tempo, perché l’attentatore non segue una logica precisa. Egli non guarda in faccia le sue vittime prima di ucciderle: l’unica traccia che lascia è un gran numero di morti sepolti da cumuli di macerie. Ad aiutare Vivien nelle indagini c’è Russel Wade, fotoreporter con un passato discutibile da farsi perdonare, il quale vede proprio in questa indagine la sua occasione di riscatto. Vivien e Russel rappresentano per New York l’unica speranza di poter fermare lo psicopatico che si crede Dio, che non rivendica i propri attentati e che sta compiendo un’atroce vendetta le cui radici affondano in una delle più sanguinose tragedie americane: la guerra del Vietnam...

Giunto alla quinta fatica letteraria, Giorgio Faletti torna al thriller puro dopo aver sperimentato il genere horror nel suo terzo romanzo Fuori da un evidente destino e nella raccolta di racconti Pochi inutili nascondigli: un ritorno “alla retta” via inaugurato dal romanzo d’esordio che diventò un vero e proprio caso letterario. Come in Io uccido infatti l’autore astigiano racconta personaggi umani che vivono le proprie passioni e le proprie paure, che lottano per la propria vita e i propri ideali. Alla maniera di Jeffery Deaver, balena in questo romanzo la possibilità di un disastro, di un vicolo cieco dal quale è impossibile uscire, anche se alla fine una provvidenziale catarsi rimette a posto le cose. Ogni personaggio è frutto del suo passato e di ciò che vive nel presente, come Vivien, alle prese con la malattia della sorella e con una nipote dalla vita torbida o come Russel, ossessionato dalla presenza ingombrante del fratello e frustrato dalla forte personalità del padre milionario che lo considera un inetto, quasi a richiamare certi romanzi di inizio Novecento. E poi un fantasma che proviene dagli orrori del Vietnam. Non il classico fantasma che troviamo nei racconti di Montague Rhodes James, ma uno spettro in carne e ossa, un paria che nasconde in sé un grande segreto e semina terrore e distruzione. Perché lui è Dio.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER