Io ti controllo

Io ti controllo
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Santa Barbara, California. Su una zona pianeggiante della celebre spiaggia sorge un hotel del Destin Management Group, il “Manderley Resort”. L’edificio è bianco e squadrato, dalle linee pulite e senza fronzoli ed è riconoscibile a chilometri di distanza, fin dalla Pacific Coast Highway. Davanti all’hotel è stato impiantato anche un labirinto di 2500 metri quadrati, con siepi alte tre metri. L’inaugurazione è prevista per il mese di agosto e gli abitanti di Los Angeles non parlano d’altro. Charles Destin, il proprietario del gruppo proprietario dell’albergo di lusso, ha organizzato una festa spettacolare. La persona incaricata di preparare il tutto è Tessa, donna tuttofare di Destin che, con la solita solerzia, da un lato sopporta stoicamente la spacconaggine del suo capo, dall’altro non lascia nulla al caso. A quattro giorni dall’inaugurazione, la donna riceve la visita da parte di Brian, un suo caro amico di infanzia. Una sorpresa molto piacevole che ne anticipa un’altra macabra: due killer professionisti a volto coperto si sono introdotti nell’albergo e, con perizia sistematica, stanno isolando uno a uno tutti i membri dello staff per eliminarli. Il tutto sotto l’occhio vigile delle telecamere ma senza che nessun membro della sicurezza intervenga. Tessa e Brian sono gli unici che possono scoprire la verità su questo massacro insensato ma il tempo a disposizione non è molto prima che il “Manderley Resort” si trasformi in una trappola anche per loro...

Gina Wohlsdorf è una scrittrice esordiente americana, originaria del North Dakota. Si è laureata all’università di Tulane e successivamente ha conseguito un prestigioso Master of Fine Arts in scrittura creativa all’università della Virginia. Io ti controllo è un thriller ad altissima tensione, con una narrazione e un’ambientazione molto particolare. Lo scenario è quello di un resort di lusso che si trasforma in una trappola per i suoi dipendenti a causa di due killer che, senza un motivo apparente, li stanno decimando a uno a uno. Ogni capitolo offre l’interessante punto di vista di una telecamera di sicurezza dell’albergo e infatti prende il titolo proprio dalla sequenza dei vari dispositivi di osservazione. I richiami a un classico del genere come Rebecca di Daphne du Maurier sono evidenti, dato che perfino l’albergo stesso è stato chiamato Manderley, proprio come la magione di Maxim De Winter, il protagonista del romanzo del 1938. Un altro punto di riferimento per la scrittrice è stato certamente Shining di Stephen King, il romanzo “alberghiero” per eccellenza, anche se in quel caso a tinte molto più cupe. La lettura scorre fluida e avvincente grazie all’incastro di varie immagini che compongono un quadro molto convincente. Peccato per la superficialità nella caratterizzazione dei protagonisti che stempera la vena di originalità che si avverte nelle prime pagine.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER