Ipnosi regressiva

Ipnosi regressiva

Il paziente si sdraia sul lettino. Lo psicoterapeuta è in ascolto. Da dove si comincia? Dalla fine, risponde il curante, dall’apice del dolore, del reiterato sintomo. Il rivolgersi a un professionista in cerca di una soluzione veniva generalmente inteso come ricerca della “mera eliminazione del sintomo”, del problema. Poi le persone hanno cominciato a chiedersi, in numero sempre crescente: perché? Perché il dolore, la rabbia e l’angoscia, l’inquietudine e l’insofferenza, l’apatia e le difficoltà nelle relazioni con i familiari, gli amici, gli altri. Sempre quello, il luogo: le relazioni, gli altri, l’esterno. Ecco però mutare lo sguardo sul malessere, sull’incongruente, sul dolore interno. Si pone una prima categoria di perché, legata ai luoghi convenzionali e alle strade già battute dalla psicanalisi: perché si sta male? La risposta va a restringere il campo a episodi del passato non elaborati, che tornano ad alimentare tormenti. Ma una seconda categoria di perché supera questi confini a restringere e allarga il campo delle riflessioni: perché proprio quella persona? Perché è nata proprio in quella famiglia? Ecco che la cura/esplorazione si muove più a fondo, deragliando dai binari del tempo lineare per viaggiare – viaggio oltreconfine - a ritroso dentro sé…

 

 

L’ipnosi regressiva, tramite l’accompagnamento di un terapeuta, guida il paziente a esplorare, regredendo, frammenti di altre vite – passate, linearmente convenendo ‒ altre situazioni altri scenari lontani dal suo quotidiano, eppure sorprendentemente vicini, abitabili: abitandoli, il paziente e il terapeuta mettono a fuoco espandendo il campo di ricerca, scrutano legami, attraversano punti critici, risolvono nodi-tormento. Un passare attraverso, riflettendo sul passaggio morte. Roberta Sava racconta in un breve saggio la sua esperienza da psicoterapeuta in continua formazione, in un percorso comune di crescita accanto al paziente, di ascolto e di guarigione. Con immediatezza e ironiche metafore, si accosta al fecondo dialogo tra fisica quantistica, spiritualità e psicanalisi. Il luogo-terapia è luogo di partenza e di riflessione intorno a parole chiave: correlazione, transitorio, Anima – Gemella, Compagna ‒ Luce, comprensione. Il carattere divulgativo d’introduzione di elementi di difficile avvicinamento non dà spazio all’approfondimento di alcune parti del testo, magari tramite una bibliografia tematica di riferimento e diramazione. Sava si concentra sulla rievocazione si stralci di sedute, di trance e di interpretazioni, ma più che altro di condivisione, di viaggi attraverso la soglia del dolore – e raccontando al contempo i mutamenti interni necessari al terapeuta nel suo rapporto con il paziente.



 

 

 

 
 
 
 

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