Irlanda por siempre!

Irlanda por siempre!

“Erin go bragh!” (“Irlanda per sempre”). Il motto campeggiava su uno stendardo verde insieme alla lira, strumento della madre patria. Batallón de San Patricio fu il nome sotto il quale si riunirono 48 disertori irlandesi della guerra del 1846 tra Stati Uniti e Messico, stanchi dei soprusi, delle violenze, degli stupri, delle torture, degli omicidi di donne e bambini perpetrati dall’esercito nord americano di cui facevano parte, nonché del razzismo di cui erano oggetto loro stessi in quanto cattolici in una nazione protestante, si unirono alle fila del nemico, l’esercito messicano per contrastare le mire espansionistiche del neonato stato confinante. Finirono al comando dell’inetto generale Santa Anna, che già in passato aveva firmato una resa vergognosa ed umiliante per il proprio popolo di cui si era proditoriamente dichiarato presidente. L’inettitudine militare di alcuni generali era direttamente proporzionale alle loro ambizioni di gloria, ma il Battaglione San Patrizio, al comando del sergente, poi capitano, John Riley era costituito da uomini valorosi, ben addestrati, ottimi puntatori e manovratori veloci dell’artiglieria da campo e le sue file si ingrossarono rapidamente, attirando schiavi africani, disertori polacchi, francesi, scozzesi che sopportarono le marce sfiancanti nel deserto, la fame, la sete, le malattie riportando le poche vittorie dell’esercito messicano o contenendone le perdite nel corso delle battaglie di Matamoros, Monterrey, Angostura e furono sbaragliati e fatti prigionieri a Churubusco…

Il ritmo del racconto è sostenuto nonostante l’ accurata, doviziosa descrizione delle battaglie, dei tempi morti tra di esse, dei caratteri e delle peculiarità dei contendenti. E, ben scandito dalle illustrazioni di Stefano Delle Veneri, riesce a non sacrificare il colore narrativo a velleità documentaristiche, dato che l’autore è ben consapevole della scarsità di documentazione ufficiale sul Battaglione e i suoi componenti. La costruzione della nuova nazione americana è notoriamente cementata da cospicue quantità di sangue innocente versato, ma Pino Cacucci mette in luce come la guerra col Messico sia stato il teatro di prova generale in cui ha esordito con successo quello che diventerà il marchio di fabbrica della politica estera interventista dello Stato nordamericano. La Storia, si sa, la scrivono i vincitori, ma questo testo breve e ben documentato rende un ottimo servigio al ripristino della verità storica, dato che anche la storiografia messicana ufficiale col passare degli anni, complice la scarsità di documentazione e l’avvento di governi sempre più propensi a cancellare le passate aspirazioni egualitarie e antiamericane del popolo messicano, si è spesso allineata al mainstream, lasciando la sola mitologia popolare e musicisti folk come i Chieftains e Ry Cooder a coltivare il ricordo dell’eroico Battaglione San Patrizio.



 

 

 

 
 
 
 

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