Italia yes Italia no

Italia yes, Italia no
La vita a Londra a un italiano apre degli scenari di civiltà a cui non è più abituato: le file hanno un senso, la burocrazia è stata soppiantata da una più comoda e veloce versione virtuale della modulistica cartacea, la popolazione si indigna ancora per abusi di potere anche di piccola entità (ad esempio se due poliziotti parcheggiano sulle strisce pedonali per prendere un caffè in un bar), i furbetti non sono visti con ammirazione e mai e poi mai eletti Presidenti del Consiglio. Caterina Soffici parla della sua Italia usando come filtro la sua nuova esperienza di vita londinese con tutti i suoi pro e i suoi (a guardar bene, pochi) contro. Nelle cassette delle lettere vieni subissato di pubblicità, ma tra le altre cose vieni interpellato dal tuo quartiere anche per i piccoli lavori di manutenzione o per i colori delle piante da mettere nelle aiuole. Gli addetti di un museo obbediscono pedissequamente alle regole mostrando una certa ottusità, ma almeno non devi avere paura che possa passarti avanti l’ultimo arrivato…
Un saggio che osserva l’Italia usando una lente speciale e dimostra che un “altro mondo è possibile”. Laddove gli inglesi sembrano essere a volte un po’ troppo “quadrati” e schematici nel rigore con cui rispettano o fanno rispettare le leggi, un lettore italiano non può non provare un leggero fastidio alla bocca dello stomaco per la rabbia che alcuni aneddoti possono provocare. Quella “banalità della normalità” che nel nostro Paese ormai è miraggio a Londra esiste ed è ben radicata: nulla a dire il vero è speciale, ma lo diventa per chi è abituato a fare i salti mortali per un certificato o per chi ha visto il figlio del cugino dello zio dell’amico di qualcuno soffiargli il posto di lavoro.  Le raccomandazioni o le intercessioni verso istituti ecclesiastici non mancano ovviamente neanche in Inghilterra, ma sembrano vengano ricercate principalmente per il futuro scolastico dei propri figli. Quindi, se non si è una classica “famiglia Alpha” si passa la domenica a Messa solo per avere punti da utilizzare per la causa. Un saggio scritto bene e divertente, che si legge con estremo piacere.

Leggi l'intervista a Caterina Soffici

 

 

 
 
 
 
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