Jack

Jack

Londra è sconvolta dalle nefaste imprese di un feroce assassino seriale. A essere presi di mira sembrano essere stimati professionisti della città. Sul luogo dei crimini gli inquirenti trovano sempre un Jack di picche e una mano mozzata. È la firma del serial killer. A dargli la caccia ci sono gli investigatori di Scotland Yard, con a capo delle indagini il detective Paul Sanderson, affiancato dal poliziotto di origini siciliane Antony Lo Cicero e dall’affascinante Ellen Murray, responsabile della Scientifica. Il gruppo si mette subito a lavoro e le piste e le ipotesi sembrano accavallarsi tra loro senza arrivare, però, a nessun risultato concreto. Perché Jack è furbo, ma anche bravissimo a camuffare tracce e intenzioni e a perpetrare i suoi malsani disegni nel covo che si è creato ad hoc, impenetrabile e terribile per chi è costretto a restarci come prigioniero (“Debilitati e mezzi assiderati, gli altri prigionieri lo osservavano mentre assicurava Jackson al muro”). E allora, cosa nascondono il medico Benjamin Roscoe, l’avvocato Alan Foreman, il politico Fred Carrol, il reverendo Edward Fox e l’affermato scrittore Andrew Jackson? E soprattutto Jack sta giocando con Scotland Yard al gatto e topo oppure segretamente desidera di farsi catturare?

Jack, romanzo breve di Danio Mariani, inaugura la collana Crime Line dell’editrice Pubme ed è la versione ampliata e corretta di un racconto pubblicato già su The Incipit. Quello che colpisce e ammalia il lettore fin dalla prima pagina è naturalmente il personaggio di Jack, non il solito criminale seriale ma un uomo che sembra conoscere alla perfezione i vizi umani, i propri ostaggi, le proprie vittime e per questo finisce con il diventare quasi un personaggio positivo agli occhi di chi legge. È questa la bravura di Mariani, avere creato il serial killer che mette in discussione tutto, il bene e il male, gli stimati membri della società londinese e l’assassino crudele, in uno gioco di specchi unico e fascinoso. A completare l’opera i coprotagonisti, come il poliziotto italoinglese Lo Cicero ‒ tratteggiato in maniera assolutamente intelligente e senza cadere nei cliché ‒ e la bella Ellen, che in molte pagine ruba letteralmente la scena a tutti e anche alla stessa trama. Infine, pur trattandosi di una opera breve lo stile e il linguaggio di Mariani si ergono in tutta la loro magnificenza con dialoghi bellissimi, modi di dire attuali e stilosi e un ritmo che non annoia mai.



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