Jane e i fantasmi di Netley

Jane e i fantasmi di Netley
Alla fine dell’ottobre 1808 la famiglia Austen ha subìto un grave lutto: la cara e dolce Elizabeth, moglie del figlio maggiore Edward, è morta subito dopo la nascita dell’undicesimo figlio ed ora Jane vorrebbe provare a distrarre i due dei giovani nipoti che stanno trascorrendo qualche giorno a casa loro a Netley, sulla costa di Southampton, prima del collegio. Fa dunque con loro lunghe passeggiate, magari per scoprire il cantiere navale in cui si sta costruendo il grande bastimento che presto arricchirà la gloriosa flotta inglese impegnata nella guerra contro la Francia. Un giorno Jane decide di portare i ragazzi a visitare le rovine della centenaria abbazia di Netley, ma, passeggiando tra le antiche pietre del monastero, alla giovane pare quasi di avvertire ombre ed oscure presenze. Tuttavia non è certo un fantasma il figuro ammantato di verde che si materializza all’improvviso al suo cospetto. Jane è una donna coraggiosa che si lascia spaventare da assai poche cose ma questa volta non trattiene un sussulto. Si tratta del latore di una lettera di Lord Harold Trowbridge, vecchio amico di Jane, cui la legano sentimenti profondi quanto inconfessati. Lui ha bisogno d’aiuto e vuole incontrarla su di una nave al largo. Durante il breve incontro, il “Furfante Gentiluomo” cui Jane non sa negare nulla, neppure se le passasse per la mente di rinunciare, per una volta, a qualche pericolosa avventura, le chiede di sorvegliare lady Sophia Challoner, una misteriosa ed affascinante vedova con la quale il gentiluomo ha avuto una breve relazione. Col tempo Trowbridge si è convinto che la donna sia una pericolosissima  spia al soldo del Mostro, ovvero Napoleone Bonaparte, intenzionato a conquistare l’Inghilterra. All’improvviso Jane si ritrova al centro di pericolose indagini, tra omicidi, incendi, scandali e tradimenti, e a fare i conti con i suoi sentimenti più profondi. Alla fine dovrà pagare un prezzo alto: forse la sua stessa vita?...
Giungono al settimo capitolo le avventurose indagini di Miss Jane Austen, l’amata scrittrice inglese  protagonista della serie creata da Stephanie Barron, maestra in questi pastiche letterari nei quali può abilmente mettere a frutto la sua ottima preparazione di storica. La sua bravura è pure apprezzabile nella capacità di creare intrecci credibili ed elegantemente intriganti, forse anche grazie ai quattro anni nei quali ha lavorato per la CIA, prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. In questo episodio la parte dedicata alla delicata situazione storico-politica tra Francia e Inghilterra in età napoleonica appare appena più accentuata rispetto alle pur sempre accurate ricostruzioni dei romanzi precedenti; per questo motivo alcune parti potrebbero risultare meno scorrevoli e la lettura lievemente più faticosa per il lettore-tipo di queste storie, alla ricerca di un romanzo d’evasione. Sempre apprezzabile, invece, la delicatezza con cui la Barron inserisce le sue vicende nella biografia della Austen, senza forzature, come lei stessa ha raccontato: “Ho dovuto fare attenzione. Di solito non mi piace quando uno scrittore si appropria di un personaggio reale e lo inserisce in un contesto immaginario. Ma ci sono così tante lacune in quello che sappiamo di Jane, perché molte delle sue lettere sono state distrutte dalla sorella e migliore amica Cassandra dopo la sua morte”. Infine, per una volta, è doveroso il plauso alla traduzione dell’intera serie delle indagini di Jane Austen, sempre elegante e rispettosa dello stile appena retrò adottato così opportunamente dalla brava autrice.

 

 

 

 
 
 
 
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