Kids with Guns – Tribe

Kids with Guns – Tribe

Si sbagliavano tutti, perfino lui stesso: Duke Doolin non è morto. È lo stesso Bill “La Morte” a spiegargli come i teschi di Moloch abbiano reso immortale lui e suoi fratelli. Nel frattempo, a Dan Doolin ha affiancato una guida, la sacerdotessa delle ombre Hana. Dave Doolin, invece, sfuggendo all’invito non esattamente amichevole del Mucchio Selvaggio inviato dallo stesso Bill, è approdato al piano astrale, un luogo sicuro dove imparare a controllare il grande potere della Dea Madre in attesa di poter agire nuovamente anche sul mondo terreno. La Bambina senza nome, minacciata dalla sua stessa fama, continua ad attirare l’attenzione di chi vuole la sua testa ma anche di chi desidera la sua alleanza. La migliore pistolera ragazzina in circolazione è un lasciapassare potente, con quel suo sauro temibile e affezionato. E in fondo una banda è un po’ come una famiglia, anche quando a farne parte entra chi una volta era un nemico. Essere ragazzini conta poco: chi spara così bene può concedersi tutto ciò che vuole, la legge non è un limite, la morale del tutto inutile. E nello stringersi e nello sciogliersi delle alleanze possono realizzarsi sogni di potere, rinsaldarsi o spezzarsi affetti e relazioni…

Il secondo volume di questa trilogia arriva circa un anno dopo il primo, che aveva creato grande stupore e grandissima attesa tra gli appassionati del genere. Capitan Artiglio riprende le fila della trama principale inserendo anche nuovi personaggi ed episodi secondari con lo scopo di ampliare il raggio d’azione dei protagonisti e di consentire al lettore di approfondirne la conoscenza. La prima tiratura, inoltre, è arricchita da 16 pagine che raccontano la creazione del mondo di Kids with guns: la nascita della storia, l’ambientazione, i personaggi. Quella che era principalmente una storia western, pur con elementi fantasy e di fantascienza, cambia completamente atmosfera. La Bambina senza nome viene calata nel contesto urbano di una gang e i fratelli Doolin, separatamente, in una guerra fra bande di portata decisamente superiore, in cui è in gioco la conquista dell’intero pianeta. Mai abbandonata è la tematica familiare, che fa da collante a sequenze e scenari anche molto diversi: la famiglia come surrogato, come semplice affetto, come eredità (spirituale e materiale) e infine come aspirazione costante, obiettivo ultimo di una ricerca che forse è l’asse portante dell’intero volume. Rispetto al primo capitolo della trilogia, si guadagna in complessità narrativa ma – ormai attenuato l’effetto di stupore che un western a cavallo di dinosauri e con alieni e robot fra i personaggi inevitabilmente produce – nonostante il moltiplicarsi dei mondi sembra perduta la dimensione epica e memorabile. Nonostante il sapiente montaggio, più che di fronte a un romanzo siamo di fronte a una serie di episodi: riusciti ma più rapidi e talvolta meno appaganti dal punto di vista visivo.



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