Knockemstiff

Knockemstiff
A Knockemstiff, nel mezzo della sperduta campagna dell’Ohio, Bobby ha appena compiuto sedici anni: quale occasione migliore per fuggire di casa? E così, insieme all’amico Frankie, i due adolescenti decidono di rubare un’auto sportiva, poco prima di fiondarsi a tutta birra verso la casa di Wanda - una giovane cameriera del posto che per arrotondare il suo misero stipendio spaccia pillole di sottobanco. Giunti nei pressi dell’abitazione, Frankie e Bobby decidono di non andare molto per il sottile e, fracassata una finestra, fanno irruzione all’interno della casa. Dopo aver frugato in giro per qualche minuto - lì, nel frigorifero, nascoste tra qualche fetta di manzo - finalmente trovano quanto stavano cercando: un centinaio di pillole di speed, tutto quello che serve per arrivare dritti in California! Peccato che - col pretesto di assaggiare un po’ di quella roba prima di mettersi a spacciarla - Frankie e Bobby non fanno che imbottirsi di speed per giorni e, finiti nel parcheggio di un supermercato, si imbattono in una ragazza-madre che invitano prontamente a salire in macchina. Senza perdersi in preparativi i due iniziano a pomparsela a turno in modo spietato, tanto che la giovane sarà costretta a chiedere una pausa per rinfrescarsi la fica con il latte appena acquistato per il suo bambino… Jake è scappato di casa per fuggire alla leva, convinto che una vita brada tra le campagne sia certamente meglio che incontrare la morte in Vietnam. Una mattina, ripercorrendo il corso del fiume alla caccia di serpenti, una coppia di giovinastri attira la sua attenzione: lui, non più di sedici anni, è chinato su di lei che, nonostante i suoi dodici anni, non mostra remore nel prenderlo alla pecorina. Jake - avvicinandosi furtivamente - si accorge che la strana coppia è in realtà composta dai figli della famiglia Mackey, in preda ad una divina estasi sessuale. Senza pensarci due volte Jake rifila una bastonata in fronte al ragazzo, prima di passare a scoparsi la sorella, soffocarne le urla tra le sue possenti mani e nascondere i due cadaveri lungo un’insenatura del fiume...
Ci voleva proprio un cinquantenne che per tutta la vita non ha fatto altro che l’operaio in una cartiera per sconvolgere la letteratura americana. È proprio questa la storia di Donald Ray Pollock che, abbandonata la scuola a diciassette anni per lavorare in un macello, è tornato sui banchi dell’università durante uno stage - seguito col solo pretesto di ottenere una riduzione dell’orario di lavoro. La storia poi è un po’ quella che tutti i perdenti di questo mondo sognano immancabilmente: alcuni professori e compagni di corso finisco per notare le doti di Donald ed ecco che i suoi racconti finiscono dapprima sulle pagine delle riviste americane e poi raccolte in un’antologia che lo stesso Chuck Palahniuk definisce “La migliore narrativa da molti anni a questa parte.” Per la gioia di critici e lettori Donald Ray Pollock diventa un vero e proprio caso letterario in America, sorte che purtroppo non gli è toccata in Italia, dove il suo libro ha riscosso un’accoglienza un po’ freddina. Con uno stile per nulla artefatto, ma diretto e tagliente, Pollock regala ai lettori una ventina scarsa di racconti, tutti incentrati sulla picaresca realtà di Knockemstiff - sobborgo contadino delle campagna dell’Ohio, non lontano dal quale l’autore vive con la sua famiglia. Con un’abilità narrativa che si esprime indifferentemente in prima o terza persona, Donald descrive una delle tante strampalate realtà americane che, prima di aver letto questo libro, difficilmente avremmo potuto immaginare: lì, tra grigie campagne, sfatte roulotte, case decadenti, famiglie distrutte, giovani intasati di pillole e anziani dal passato violento e alcolico, vive lo spirito di Knockemstiff, a metà tra un Bukowski e un Welsh.

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