L’Africa non esiste

L’Africa non esiste
Un viaggio "di pensiero", di ricerca, intrapreso sull'impulso di un interrogativo preciso, che ritorna costantemente formulato nelle parole dell’autore, ovunque proteso a gettare un fascio di luce nuova e inattesa sui luoghi comuni che ciascuno di noi porta dentro quando pensa all’Africa. Ritenuto per errata convinzione un continente omogeneo, essa si rivela nei cinque Paesi di volta in volta visitati dal 2009 al 2012 un mosaico difficilmente componibile. Eritrea, Egitto, Uganda, Etiopia e Ciad manifestano scenari naturali, caratteristiche etniche e sociali, retaggi storici e regimi politici, culti religiosi e condizioni di vita assai differenti gli uni dagli altri. Ovunque il contrassegno di una continua evoluzione storica ha la meglio sui segni di una pregressa fase di colonialismo che vive più nel ricordo dei visitatori occidentali che nelle condizioni degli abitanti. Placando i sensi di colpa dell’Occidente di una terra che inizialmente sembra negarsi, affondata, lontana, sfigurata dal progresso e dalla tecnica, dalle nuove conquiste sociali, dalle testimonianze dell’emergente potere economico cinese e della crescente influenza dell’islamismo…
Dopo aver perlustrato zone d’affetti e d’ombra nel corso degli ultimi libri, Gianni Biondillo trova in queste pagine una nuova dimensione comunicativa. Con L’Africa non esiste compone un libro che è un curioso miscuglio di relazione di viaggio, di diario privato e di saggio, un liquido di contrasto iniettato nel circuito dei nostri pregiudizi. Il suo viaggio nel continente africano si rivela un accurato espediente per allargare la visuale su di una terra che l’abitudine ha erroneamente reso stereotipato e indifferente. Lo scrittore milanese incapsula parole e aggettivi in maniera da vivificare gli ambienti narrati, disegnando con scrupolosa lucidità e con un pudore tutta’altro che paternalistico una serie di immagini vivide e concrete. L’ironia affidata al rilievo di ciò che osserva e il ruvido disincanto del resoconto riescono a renderci digeribile, ancorché non accettabile, la crudeltà e le miserie di una terra resa imprevedibile e contraddittoria dalla mano impietosa della storia. Assorbito da una forma narrativa che si dipana lenta e accattivante, il lettore viene coinvolto profondamente entrando in felice sintonia con un autore capace di sedurre con emozionante naturalezza e di commuovere con raffinata essenzialità espressiva.

 

 

 

 
 
 
 
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