L’alchimia della confraternita dell’Aurea Rosacroce

L’alchimia della confraternita dell’Aurea Rosacroce
La Confraternita dell’Aurea Rosacroce ha origini italiane ed è nata nel XVI secolo: non va confusa con l’Ordine dei Rosa Croce d’Oro , organizzazione paramassonica a nove gradi  istituita nel XVIII secolo che si autodefiniva Ordine dei Veri Rosacroce e unificò e incorporò differenti gruppi già esistenti. In questo testo - in cui vengono raccolti documenti inediti proprio sulle sue origini - troviamo la trascrizione del manoscritto napoletano del 1678. Scopriamo dunque le prime tracce dell’Aurea Rosacroce in opere e  in stampa conoscendo autori come  Hinricus Madathanus, Johannes de Monte Hermetis e Johannes Rhenanus; andiamo alle origini de Le nozze alchemiche e leggiamo l’importante testimonianza sull’Ordine proposta dal filosofo e medico maceratese Ludovicus de Comitibus, che a Venezia esercitò e pubblicò nel 1661. In questa opera dedicata all’arciduca d’Austria Leopoldo Guglielmo, vuole,  a dirlo con le sue parole, “far conoscer la differenza esistente fra l’opera Ermetica e quella dell’alkaest (rimedio universale per ogni malattia, ndr), in che cosa divergano, in che cosa concordino”.  E ancora, le conoscenze dell’ermetista italiano conte Francesco Onofrio da Marsciano e i Ritmi germanici dell’Aurea Croce e tracce di un cenacolo ermetico intorno ai Gonzaga, fino alla trascrizione del manoscritto napoletano nelle sue parti più salienti…
Un’opera appassionata e appassionante per i cultori del genere, per chi ama studiare ed approfondire una parte più nascosta della nostra storia e della tradizione alchemica nel nostro Paese. I due autori - che hanno dedicato la loro vita allo studio dell’esoterismo - pubblicano le loro opere sia in Italia che in Francia e danno al lettore la possibilità di conoscere aspetti importanti di una tradizione e di una cultura che comunque ci appartiene. Grazie alle note la comprensione del testo viene facilitata e aiutano a ricomporre un puzzle fatto di rimandi, citazioni e frammenti che altrimenti disorienterebbe.  Il manoscritto di Napoli, conservato nella Biblioteca  Nazionale della città partenopea, rivela infatti una diffusione di una conoscenza pratica dell’alchimia all’interno della Confraternita e certifica la sua esistenza a partire dal 1542/1543. Tante le illustrazioni contenute nel libro, illustrazioni che impreziosiscono il volume, che ha le pagine rigorosamente chiuse… in modo ermetico. 

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER