L’amante di Lady Chatterley

L’amante di Lady Chatterley

Nel 1917, in occasione di una licenza militare, Clifford Chatterley torna a casa e incontra Constance, sposandola poco dopo. Trascorsa una luna di miele di circa un mese, Clifford è di nuovo spedito al fronte, nelle Fiandre. Torna in Inghilterra vivo ma paralizzato per sempre dalle anche in giù. Unitosi nuovamente alla sua Constance, decide di vivere nella residenza di famiglia, confortato dal suo titolo di piccola nobiltà e da una rendita economica destinata a crescere. Trascorre così la sua esistenza su una sedia a rotelle a motore,che gli consente di gironzolare per il signorile ma malinconico giardino di casa, mantenendo sempre un aspetto distinto e sorprendentemente sorridente. Constance, abituata a confidarsi con sua sorella, è giovane, avvenente e vive dirompenti slanci passionali che la inducono inevitabilmente a guardarsi attorno. A casa sua e di suo marito le frequentazioni maschili non mancano: ci sono Tommy Dukes, Charles May, Hammond, ma nessuno di questi la coinvolge come Mellors, il guardiacaccia…

Il romanzo più celebre dello scrittore inglese David H. Lawrence a distanza di ben più di secolo appare ancora stimolante nel suo messaggio di fondo: le passioni amorose, se carnalmente intensissime, non solo hanno uno straordinario potere sovvertitore dei rapporti sociali, ma addirittura rivendicano la loro legittimità piena in termini di “ragioni del cuore”. Oggetto di romanzesche censure all’epoca della sua uscita (pubblicato prima a Firenze nel 1928 in forma privata da Pino Orioli, espurgato in Inghilterra nel 1932 e proposto in Italia dall’editore Newton & Compton in versione integrale solo nel 1988) il romanzo fu anche al centro di un dibattito fra i cultori di Lawrence, scrittore dagli inopinabili ardori religiosi e votato ad una sorta di tantrismo laico. Oggetto di una serie di trasposizioni cinematografiche – la più efficace nei primissimi anni ’80 con una splendida Sylvia Kristel nella parte della protagonista – L’amante di Lady Chatterley è un inno al fascinoso precipizio cui induce il turbine della passione sentimentale, con dialoghi per l’epoca al vetriolo, capaci da soli di tratteggiare personaggi dal vissuto complesso, in cui l’arte dello scrittore si fonde con la più spiccata sensibilità culturale dell’Europa decadente.



 

 

 

 
 
 
 

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