L’amore ai tempi dell’Apocalisse

L’amore ai tempi dell’Apocalisse

Giorgio e Michela non si conoscono. Chattano e si chiedono “Dove sono tutti?”. Forse sono morti, le città sono deserte, nei supermarket frutta e verdura cominciano ad andare in putrefazione. Sono forse gli ultimi due sopravvissuti, magari dovrebbero fidanzarsi :-)… Il mondo dopo la catastrofe è diverso, ma “Apple is eternity”: è grazie al buon vecchio Steve se gli umani possono vivere. Rattoppati, più simili a puzzle meccanici che alla perfezione divina delle origini. Superstiti scampati alla catastrofe grazie al dispositivo iSurvive… La situazione è strana per Barbara, davvero. Un momento prima aveva un amante, e ora si ritrova a casa con il suo amante, Giorgio, e sua moglie! Sua moglie che ha ben pensato di suonare proprio il suo campanello quando è stato annunciato il coprifuoco, forse ad aeternum… Una cena romantica in riva al mare, solo questo ricorda Franco. Ma nella memoria anche una luce bianca, un’astronave triangolare, Matilde che scompare, chissà dove. Anche i giornali raccontano della ragazza scomparsa, ma chi crederebbe alla storia dell’astronave?... Quando Paulina ha proposto di allontanarsi dalla città e vivere completamente un “ritorno all’origine” in quella foresta di betulle sembrava una buona idea. La comunità era fondata da persone entusiaste, lavoratori. Il cibo non mancava. Eppure i medicinali, quelli sì, servivano. Paulina non può far nulla quando le ossa rotte della gamba del piccolo Jacek cominciano a produrre pus maleodorante. La soluzione è una, e anche rischiosa dato che Paulina non vuole assolutamente che suo figlio (loro figlio) venga allontanato dalla foresta…

Nel florilegio L’amore ai tempi dell’Apocalisse, curato da Paolo Zardi (finalista al Premio Strega 2015 con il romanzo distopico XXI secolo) tutte le storie sono accomunate da un punto di partenza che è, come suggerisce il titolo, la fine del mondo. Ogni storia racconta a modo suo di sopravvissuti: che siano qui, sul pianeta Terra o in viaggio con astronavi per spazi siderali o addirittura all’Inferno, il punto fermo sono le anime che consce del destino dei propri simili cercano di trovare un senso alla solitudine, alla morte, al nulla che sembra avvolgere lo spazio circostante (il loro porto sicuro, che siano le pareti di una casa, un istituto per giovani vergini o uno shuttle con ogni comfort tranne l’umanità). Il genere prevalente è il sentimentale (“l’amore” del titolo ha il suo peso), che in molti racconti sfocia nell’erotico più o meno bizzarro (“Era eccitatissimo: ci ho messo un attimo a posizionare il tentacolo, due spinte e via”, dice Missy, l’androgina prostituta di Miss Four Sex, alle sue colleghe, parlando del suo nuovo impianto: un tentacolo colonscopico multicolor). Come in ogni antologia multi-autore, il giudizio è complesso e divergente, si spazia fra generi e stili differenti e il lettore si trova ad affondare in racconti entusiasmanti e subito dopo ridondanti e verbosi: è l’inevitabile eterogeneità di questa specifica tipologia di pubblicazione. Fra tutti, qui spiccano per l’equilibrio stilistico e il potere evocativo Un breve frammento nella storia di N., di Nicola Manuppelli, con personaggi talmente ben dipinti che non mi dispiacerebbe ritrovarli in un romanzo (“Un frammento della storia di lui e della sua città è come un piccolo fiammifero nella notte. La luce si può espandere fino a vedere un’intera storia”) e Il mare di cristallo di Valentina Ferri per il linguaggio ironico e smaliziato, dantesco e al tempo stesso brillante (“Minacciose, le crinute celifere, con certe code da scorpione e aculei stizziti che mi si infilzano tra le cosce, che crepassero all’inferno”). In ogni caso, fra persone che diventano alberi, ragazzini ipersessuali, tsunami e demoni mammoni non c’è certo da annoiarsi.



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