L’amore coniugato

L’amore coniugato

Settembre sta per finire, Artemisia sta cercando le lenzuola per ricoprire i mobili della casa al mare, prima di tornare in città. Ernesto, suo figlio, ci ha giocato “a fantasmi”, le ritrova infatti nella soffitta buia e piena di oggetti, che sono fuori posto. Mentre fa un po’ di ordine le capita tra le mani anche un’insolita valigia a fiori. Dentro ci sono una camicia bianca con il pizzo, un corredo da neonato e in un angolo un foglio scritto con la calligrafia del padre in cui lui afferma che chiamerà la figlia Artemisia come i fiori del giardino della moglie e promette che l’amerà come avrebbe fatto lei. Scopre il motivo profondo per cui le è stato dato quel nome eccentrico, che ha odiato da sempre. La mamma morta di parto e lei che per dieci giorni resta senza un nome, esiste solo a metà, un corpo non una persona. E poi l’amore del padre, grande, intenso. Gli studi prima, il lavoro di avvocato penalista dopo, la portano lontano da casa. Infine quando sembra aver trovato il suo centro sceglie la fuga, l’esilio per crescere il bambino, il suo, da sola senza dire niente a…

Romanzo di esordio di Annalisa Giuliani, L’amore coniugato è la storia di un tradimento, di un figlio illegittimo tenuto nascosto e di un amore che si trasforma superando la delusione e il dolore di essere soltanto “l’amante” per cui non si lascia la moglie e non si abbandona la famiglia. Il linguaggio usato dall’avvocato Giuliani è molto ricercato, con immagini poetiche originali. La costruzione della trama segue un andamento irregolare, nei capitoli il protagonista cambia di volta in volta con salti temporali in avanti e in dietro, quasi un collage di brevi racconti le cui connessioni non sono immediate; una scelta che rende faticoso l’orientamento nella narrazione e non permette al lettore di entrare in empatia con i personaggi. Il vero amore non finisce può solo trasformarsi, può solo essere “coniugato” secondo tempi e modi diversi, questa è l’ipotesi che l’autrice vuole sostenere: l’intenzione però si perde tra le pagine per una costruzione un po’ troppo cerebrale. Lo sforzo di essere originale va a discapito di aspetti che avrebbero potuto rivelarsi più interessanti, come la sospensione che viene a crearsi tra i pensieri del narratore e le emozioni appena accennate dei personaggi, e il contrasto tra l’ordinarietà dei fatti e la generosità quasi eroica della scelta di Artemisia.



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