L’amore fragile

L’amore fragile
Morgana ha morbidi ricci corvini, è sensuale, fianchi morbidi, labbra seducenti, è spagnola. Sophie è alta, esile, eterea; taciturna e silenziosa, fragile e creativa, vive con suo padre Diego. Diego è un bell’uomo, spalle larghe, lineamenti decisi, è un sognatore, un uomo passionale, che lavora come collaboratore di Salvador Allende. Siamo a Santiago del Cile, è il 1973 e la situazione politica - così come la vita di ognuno di loro - sta per cambiare irrimediabilmente. Morgana, più grande di Sophie di qualche anno, vive in un appartamento nello stesso palazzo di Sophie e Diego: le due ragazze non possono che creare un legame speciale nelle loro incolmabili differenze, e Morgana e Diego non possono che innamorarsi, vivendo ogni giorno quello strano rapporto a tre in cui il concetto di familiarità si veste di mille sfaccettature differenti. Difficile ammettere di essersi innamorati, difficile rivelarlo a Sophie, sul cui passato grava un segreto ancora capace di gettare un’ombra netta…
Un romanzo intenso, passionale e appassionato, intriso di una forza espressiva e un colore che solo la grande narrativa sudamericana illuminata riesce ad avere. Una storia d’amore drammatica, forte, fiera, sullo sfondo di una delle pagine più terribili della storia cilena, in cui i protagonisti si trovano immersi e intrappolati. Personaggi che trasudano dignità ed emozione, che si rivelano al lettore in una tridimensionalità che stupisce e coinvolge, a tal punto che man mano - con l’incalzare della storia di cui noi lettori conosciamo il tragico esito - ci fa temere per le loro sorti e sperare per il loro destino. Un libro sulla forza del perdono, sulla necessità dell’appartenenza, sull’oblio e la memoria, sull’attaccamento e la famiglia e sulla prepotenza che i legami di sangue, i legami dell’anima, antepongono alla propria sopravvivenza.

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