L’amore involontario

L’amore involontario
Per le strade di New York soffia un vento gelido quando Riccardo raggiunge l'ospedale dove è ricoverata sua sorella Irene. Ne parlano anche i giornali nella sala d'aspetto, di quell'incidente avvenuto per le strade di Harlem: famosa scrittrice investita da un taxi che viaggiava ad alta velocità. Sua sorella è lì davanti a lui, intubata, piena di elettrodi sul corpo, in un letto di ospedale. Sua sorella che non vedeva da anni, due o forse tre, non ricorda in quale occasione, se in un Natale o per il compleanno di qualche familiare. Come al solito potrebbero anche quella volta aver litigato. Gli consigliano di parlarle, perché è così che si fa con le persone in coma, ma lui non sa davvero cosa dirle, soprattutto adesso che lei non può rispondergli. In fin dei conti aveva detto tutto lei, raccontandoli senza alcun pudore al mondo intero nelle pagine di quel suo libro tanto osannato da tutti.. 
C'è ancora spazio per volersi bene dopo tanti anni di lontananza? Per buona parte di questo bel romanzo familiare questo quesito aleggia accompagnando la lettura. Ci si chiede infatti se due persone possano smettere davvero di essere fratello e sorella o se involontariamente si riesca, dopo tutte le esperienze negative vissute, a superare ogni problema e tornare ai tempi in cui si fuggiva insieme al mare. Ancora prima di diventare rispettivamente un'arrogante autrice di bestseller e un padre non proprio perfetto. Con la sua scrittura delicata ed elegante, Chiara Marchelli ci narra una vicenda intima, in cui il racconto principale, con tutti i suoi risvolti emotivi, si unisce ai pensieri (in corsivo) di Riccardo e ai messaggi (con un carattere grafico diverso) della sorella in stato vegetativo. Le varie prospettive vengono quindi rappresentate vividamente ed è facile così farsi coinvolgere ed emozionarsi.

 

 

 
 
 
 
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