L’amore sublime

L’amore sublime

Argento, 12 aprile 2010. È mattina e come sempre Matteo parcheggia la sua auto davanti al cancello arrugginito di un vecchio magazzino abbandonato, per poi varcare la soglia della sede della redazione del giornale dove lavora da ormai quindici anni. Saluta Denise, la segretaria e ascolta le lamentele di Andrea il caporedattore, un uomo senza alcun potere, se non quello di lagnarsi del fatto che Savalli, il direttore del giornale, vuole sempre di più. Le normali consuetudini dell’entrata in ufficio, del caffè e delle rimostranze di Andrea quel giorno vengono interrotte da qualcuno. Entra in redazione un uomo, avvolto in un completo color tortora e nonostante Denise tenti di fermarlo, si catapulta verso l’ufficio di Matteo. Il giornalista si rende conto che si tratta del sindaco di Argento, Corrado Monno. È agitato Monno, gocce di sudore imperlano la sua fronte e senza profferire parola, prende il telecomando e accende la televisione, facendo scorrere i canali fino a quando non trova il notiziario. Una giornalista è in piedi davanti a al molo di Porto Luce, una località pugliese e parla del rinvenimento del cadavere di una donna. A fare la macabra scoperta un pescatore, che racconta del ritrovamento senza farsi riprendere: sembrava dormire sugli scogli quella ragazza e solo avvicinandosi ha potuto comprendere la triste realtà. La giornalista aggiunge che il corpo ritrovato non è ancora stato identificato, ma potrebbe trattarsi di quello di Clelia De Marten, la donna scomparsa da Argento, un paese in provincia di Milano, circa due anni prima, dove viveva con il sindaco Corrado Monno. Matteo non riesce a crederci: Clelia, la sua adorata amica, il suo amore eterno, è morta. Lo sgomento si impadronisce di tutti in redazione: Clelia ha lavorato lì con loro e tutti sanno del grande affetto che lega la ragazza a Matteo. Il giornalista si sente straziato e quello che ancora non sa, è che quella notizia aprirà un vaso di Pandora colmo di bugie, segreti e cose non dette, che cambieranno la sua vita per sempre…

Clelia è bellissima, è perfezione, è limpidezza d’animo, è una meraviglia da adorare, ma di un’adorazione che rasenta il bene malato, quello del possesso. Clelia non vuole essere di nessuno, vuole solo essere amata, vuole vivere quell’emozione che fa vibrare l’anima, dove tutto è consentito e tutto è perdonato. Questo, Matteo, lo comprende tardi, quando la ragazza ormai è morta. Si colpevolizza l’uomo, per non aver colto quel bene assoluto, che la maglia di bugie tessuta intorno a lui, ha contribuito a non fargli vedere. Un romanzo carico di misteri L’amore sublime, dalla trama fitta, apparentemente intricata, ambientato in due località della fantasia, dove il rosa intenso dell’amore, si intreccia con il giallo più crudo, quello dei sospetti, delle accuse, della morte violenta e delle cose nascoste. Non è la prima volta che Eleonora D’Errico parla di amore elevato all’ennesima potenza: lo ha già fatto nel 2009, con la sua prima pubblicazione, Agostino e la leggenda delle stelle, un libro di fiabe rivolto sia ai bambini che agli adulti. La D’Errico prova attraverso una leggenda a parlare anche di sentimenti, di quelle emozioni uniche e inequivocabili e della bellezza insita nella bontà d’animo. La stessa percezione viene ripresa in L’amore sublime, un libro che ha l’audace obiettivo di raccontare le più vive sensazioni, quelle che vanno oltre ogni cosa, fatte di incanto e di splendore, ma anche di errori, incomprensioni, cattiverie e perdizione. Ben delineati i personaggi protagonisti, decisamente troppo sfumati i contorni delle altre figure, che fanno da sfondo ad una narrazione a tratti confusa e confusionaria, che però non perde mai di vista l’argomento cardine: l’amore sublime.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER