L’angelo della finestra d’Occidente

L’angelo della finestra d’Occidente

“L'ultimo della stirpe”, John Roger, è morto. I suoi rossi sigilli proteggono un’eredita ancora ignota. Il barone Müller ha ricevuto in un plico il lascito di suo cugino, figlio del fratello di sua madre. Accanto al sigillo con lo stemma araldico di famiglia la lente d'ingrandimento rivela una microscopica scritta: “Lapis sacer sanctificatus et praecipuus manifestationis”. La curiosità comincia a farsi strada nella mente di Müller: nei suoi sogni dalla testa gli spunta fuori un secondo volto, come Giano. L'atmosfera è rossa di granato, quel cristallo sembra mostrare e illuminare una via fino a quel momento nascosta. Uno spiraglio che sembra provenire da un mondo parallelo, in cui le leggi fisiche lasciano spazio alla misteriosa metafisica. Su alcuni appunti compresi nell’eredità suo cugino ha vergato delle riflessioni deliranti e un nome, lo stesso che ha udito il barone nel suo sogno: Bafometto. Il simbolo di iniziazione dell’antico Ordine Templare. Che sia proprio quello strano sogno l'inizio dell’avvento dell'Altrove, della rinascita, della conoscenza di un passato oscuro in cui le memorie del cugino si fondono a quelle del loro celebre antenato John Dee, alchimista, stregone e testimone dell'apparizione dell'Angelo della finestra d'Occidente?

Gustav Meyrink è uno dei più importanti esponenti della letteratura esoterica mitteleuropea. In vita fu banchiere e traduttore, ma sono note le sue frequentazioni nel mondo dei medium e dello spiritismo di Praga e le sue affiliazioni a vari ordini iniziatici fra cui la massoneria e i rosacrociani. L’angelo della finestra d’Occidente, scritto nel 1927, si inserisce in un filone letterario in cui il fantastico si mescola con la storia: oltre a passi nati dalla fantasia dell’autore, contiene infatti diverse informazioni sulla biografia dell'alchimista John Dee, esperto di arti occulte che visse a cavallo tra il XVI e il XVII secolo nonché consulente di corte della Regina Elisabetta I, anch’essa presente nel romanzo di Meyrink. Il personaggio di John Dee è nel libro una creatura eterna, il cui spirito è capace di viaggiare attraverso il tempo per assecondare le intenzioni dell'Angelo della finestra d’Occidente, una creatura ambigua che si muove fra ciò che sta in alto (e quindi Dio) e ciò che sta in basso (Satana). Una lettura imprescindibile per gli amanti del gotico fantastico, che immerge il lettore – grazie a una scrittura evocativa e ricca di suggestioni à la Lovecraft - nelle pratiche alchemiche e negli arcani rituali per richiamare il messaggero della finestra d'Occidente.



 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER