L’antiquario di Brera

L’antiquario di Brera
È San Silvestro. Ossia il trentuno di dicembre. Dell’anno del Signore millenovecentodiciotto. La guerra è appena finita, si può ben dire. L’uomo ha appena trascorso l’intera notte incatenato e rannicchiato in un angolo della stanza, umida. I pantaloni sono intrisi dei suoi medesimi escrementi. La sua cattura è avvenuta la sera prima, sulla strada di casa. Un agguato calcolato. Ha vagato per ore nella campagna di Bottanuco, proprio come trent’anni prima. Ha attraversato poderi e poderi, fino alle sponde del fiume Adda. Lì è rimasto in attesa…
Neri Pisani Dossi, discendente del noto “scapigliato” Carlo, il conte autore tra l’altro de La desinenza in A, è un antiquario milanese che entra in possesso di un lascito che lo mette in diretta relazione con Vincenzo Verzeni, il vampiro della Bergamasca, lo strangolatore di donne. A distanza di un secolo o poco meno, certe ferite ancora non sono sanate. Ippolito Edmondo Ferrario scrive un noir articolato, ben intrecciato, dal ritmo sostenuto, in cui mesce con sapienza vari ingredienti, senza esagerare. Il romanzo è equilibrato, e si legge piacevolmente e senza intoppi né difficoltà.

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