L’arguzia e la saggezza di Tyrion Lannister

L’arguzia e la saggezza di Tyrion Lannister

Tyrion Lannister è piccolo di statura. Anzi, diciamocelo, è proprio un nano, debole fisicamente, detestato dai più, persino dal padre e dalla sorella. Eppure riesce sempre a cadere in piedi in ogni situazione, compensando le proprie debolezze ed i propri difetti e facendone anzi un punto di forza: “mostra che le loro parole possono ferirti” spiega a John Snow ;nel primo volume delle Cronache “ e non sarai più libero dalla derisione. Se proprio vogliono darti un nome, accettalo, fallo tuo, in modo che poi non possano più usarlo per farti del male”...

Chi ha letto le Cronache del ghiaccio e del fuoco ha imparato ad amare il personaggio di Tyrion, forse uno dei migliori dell’intera saga (sicuramente il mio preferito e trovo anche perfetto e persino affascinante il Peter Dinklage della serie della HBO ). Geniale, capace di fare cambiamenti improvvisi e di adattarsi ad ogni cattivo scherzo del destino: un mito. Ed anche ottimo comandante, d’accordo forse non sul campo di battaglia, ma sicuramente abile stratega. È lui che ne Il regno dei lupi, quando Stannis si sta pericolosamente avvicinando ad Approdo del Re, evita all’intera città la sconfitta grazie ad una trappola accuratamente predisposta. Forse la sua unica debolezza sono le donne, peggio “insegue continuamente donne che danneggeranno la sua reputazione e i rapporti con la sua famiglia”, ma forse è proprio questo che lo rende terribilmente affascinante. Chi ha passato notti intere soffrendo per il processo subito dopo la morte di Joffrey (e brindando all’avvelenamento dell’odioso Re) o ha ansiosamente seguito la fuga dalla città dopo l’assassinio di Tywin, o ha patito assieme a lui le pene d’amore (perché Tyrion è davvero capace di amare in modo incondizionato la propria donna) che esigenza poteva mai avere di una “summa” di detti ed espressioni di Tyrion raccolte rastrellando qua e là i volumi delle Cronache? Pare che Martin sia in seria difficoltà nello scrivere una conclusione alle Cronache del ghiaccio e del fuoco (blocco dello scrittore o forse è troppo preso dalla sceneggiatura della serie televisiva?). Una cosa è certa: i fan dei Sette Regni non si meritano prodotti editoriali del genere che tanto sanno di trovata commerciale e che offendono l’intelligenza di chi per anni ha seguito fedelmente gli sviluppi della storia. Ci si chiede se Martin non abbia già delegato il prosieguo della saga agli sceneggiatori della HBO.



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