L’arte di camminare

L’arte di camminare
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Ciascun essere umano porta con sé un’eredità ininterrotta che risale a milioni di anni fa. Tutti unici e irripetibili, viviamo nel complesso ecosistema del nostro pianeta: è con l’essere umano che è apparso il pensiero e attraverso il pensiero l’uomo ha acquisito consapevolezza, talvolta fonte di gioia ma più spesso un pesante fardello. Probabilmente proprio perché la formazione del pensiero segue un percorso, l’associazione del pensiero al cammino si può far risalire probabilmente già all’età preistorica; l’uomo è un corpo con una mente oppure una mente incarnata in un corpo, tutto dipende se la nostra preferenza è mettere l’accento sull’aspetto materiale o su quello mentale. Di sicuro ogni essere umano è il risultato della relazione tra il proprio corpo e la propria mente e in quasi tutte le religioni come radice profonda della spiritualità troviamo la semplice attività del camminare. Camminare con “mindfulness”, cioè con consapevolezza, non è però un’attitudine naturale, è una competenza da acquisire con sforzo di volontà e praticata con costanza. È il Buddismo ad aver dato i maggiori contributi a questo atteggiamento, settimo elemento del sentiero, che richiede di essere attenti, vigili e presenti. Camminare può essere anche un esercizio rigenerante per il corpo e per la mente? È il corpo che porta la mente a spasso o è la mente che ha il controllo e decide dove e come andare?

 

 

Adam Ford, pastore anglicano di salde radici cristiane, si è sempre posto domande e non ha perso occasione di allargare i suoi orizzonti confrontandosi con realtà “altre” che spesso hanno confermato alcune delle sue convinzioni e talvolta ne hanno spazzate via qualcuna. L’arte di camminare è un libriccino in cui attraverso il resoconto di alcuni viaggi fatti con mindfulness Ford suggerisce semplici strategie utili nel caso in cui si scelga di andare a piedi ‒ utilizzando il modo più naturale di spostarsi ‒ e lo si riesca a fare con consapevolezza, riuscendo così a gustare ogni percorso, anche quello da casa al lavoro, come una passeggiata in cui scoprire aspetti naturali, architettonici, ma anche come opportunità di approfondimento interiore. Non è una cosa che si può improvvisare e l’autore dà precise indicazioni anche sul bagaglio da portarsi dietro, in cui le cose più importanti da non dimenticare sono il cuore e la mente aperti. Uno stile narrativo essenziale proprio di chi è abituato a viaggiare con lo zaino in spalla, itinerari diversi per tutti i gusti e possibilità, pagine disseminate di gocce di verità e, in fondo diversi fogli bianchi da utilizzare come taccuino per il prossimo viaggio in mindfulness, “perché chi cammina può andare molto lontano, anche dentro se stesso”.



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