L’attimo prima

L’attimo prima

Lorenzo ha venticinque anni, è siciliano e fin da bambino vuole fare lo chef. Cresciuto tra i tavoli del ristorante dei genitori, Leandro e Sara, oggi conduce una vita senza particolari intoppi di sorta e l’esistenza, nel lungo periodo e nel quotidiano, parrebbe spiegarsi dinnanzi a lui come un lungo tappeto senza grinze. Decide quindi di tentare di realizzare il proprio sogno di lavorare dietro i fornelli e decide di partire per il capoluogo lombardo per un corso all’Accademia della cucina di Milano. Prepara tutto ciò che gli serve, ma un giorno, e in un attimo, tutto cambia. Ogni cosa si tramuta nel suo riflesso negativo e i piani, i sogni, i desideri devono piegarsi al peso di una realtà schiacciante che non lascia vie di fuga. Leandro, il padre del ragazzo, muore. È una domenica come tutte le altre, ma nel tempo che è occupato da un tonfo, un tonfo innocuo e allo stesso tempo tremendo, in quella domenica risiede la radice di un cambiamento radicale. Lorenzo non parte più: non riesce, non può. E inizia a lavorare in un’agenzia di viaggi, lui che di partire non può permetterselo fa viaggiare chi ha attorno. Ma sarà questa la vita di Lorenzo, da adesso? È destinato ad accartocciarsi come una foglia secca? O la presenza della sorella, e altri eventi insperati, cambieranno le cose?

L’attimo prima di Francesco Musolino è una meravigliosa opera prima. Un esordio felice, un romanzo bellissimo, a tratti struggente e a tratti dolcissimo, una storia di cui avevamo bisogno. È un libro che in apparenza, di primo acchito, potrebbe sembrare la narrazione di una caduta. Quel rovinoso capitombolo che ognuno fa alla morte di un proprio genitore. Ma sebbene, com’è ovvio e com’è naturale e com’è giusto, il lutto e il dolore che ne deriva siano parti fondamentali del romanzo, così non è. L’attimo prima è un libro sulla risalita. In quel pozzo profondo, fatto di sofferenza e oscurità, Lorenzo ci ha sguazzato e ci sta ancora brancolando; e senza mai cercare un appiglio che lo aiuti a tornare su, lì dove la luce infesta ogni angolo. Adesso però è pronto, inconsapevolmente, a tornare in superficie. A riprendere in mano le redini della propria vita, ad abitare di nuovo un’esistenza che non sia mera sopravvivenza. Ecco perché questo è un libro luminoso, nonostante brani pregni di dolore. Musolino questa operazione la fa con uno stile limpido e molto ben curato. Una scelta di parole che sembra adattarsi in modo perfetto alla scena che si appresta a narrare. Un ritmo che tiene la pagina, che non corre e che non rallenta. Insomma, L’attimo prima è un romanzo di un’intimità rara, una storia che incolla il lettore alla pagina, dei personaggi a cui non si può a fare a meno di affezionarsi. Un libro che davvero vale la pena di leggere.

LEGGI L’INTERVISTA A FRANCESCO MUSOLINO



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