L’autore

L’autore
Torino. L’incubo sembra finito: Alberto Garlanda, soprannominato dalla stampa “il cannibale” o “la iena”, è stato ucciso in uno scontro a fuoco con la polizia. Aveva mangiato un uomo dopo aver messo un annuncio su internet. Ad occuparsi dell’autopsia è il dottor Levin Alfieri, medico legale che deve il suo strano nome ad un personaggio di Anna Karenina, il romanzo preferito della madre la quale, grande appassionata di letteratura russa e soprattutto di Tolstoj, aveva deciso di chiamare i figli come i protagonisti del suo romanzo più importante. Tutto sembra filare liscio, quando il bisturi di Alfieri incide lo stomaco del cannibale e tocca qualcosa di duro. Di metallico. Un anello, una fede nuziale, all’interno del quale vi sono incisi un nome e una data. Levin conosce quell’anello: è di sua madre. Per il medico e per suo fratello Stepan inizia un incubo che affonda le radici proprio nel romanzo di Tolstoj caro alla madre. Un gioco che semina morte. Una trama ordita dall’autore…
Albert Fish, Issei Sagawa, Andrej Čikatilo, Jeffrey Dahmer, Fritz Haarmann, Armin Meiwes: mostri che rivivono – chi più, chi meno – nelle pagine de L’autore, thriller crudo e feroce dello scrittore torinese Fabio Girelli. Cannibali tristemente passati alla storia per la scia di carne e sangue che si son lasciati dietro nelle loro miserabili esistenze. Sono infatti le devianze, le pulsioni estreme, le parafilie le protagoniste di un romanzo che non fa sconti alla vita umana e narra una storia che in fin dei conti altro non è che la trasposizione romanzesca di incubi che gente reale ha vissuto sulla propria pelle. Ma non solo, perché nelle pagine de L'autore c’è spazio per l’introspezione e per i sentimenti. La paura, l’amore, la rassegnazione a volte. Il tutto condito dal richiamo letterario ad Anna Karenina, una delle opere più importanti della letteratura europea. Proprio come la Commedia dantesca in cui, al netto dei dibattiti critici, compare il primo cannibale della letteratura italiana: quell’Ugolino che, sopraffatto dal digiuno, si cibò delle carni dei suoi figli. Carne e sangue: pasto prediletto del protagonista oscuro de L’autore, che fagocita tutto e tutti con il suo gioco. Un gioco che troverà scioglimento e soluzione solo nelle ultime pagine. E solo allora il lettore potrà tirare un sospiro di sollievo. Forse. 

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