L’eroe riluttante

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Alla festa di capodanno dove ha portato Berenice e dove la loro storia sta mostrando di essere ormai alla fine, Harry Jones, ex militare ed ex parlamentare, viene a sapere da d’Arbois, anche lui una ex spia - che anche se ormai ufficialmente fuori dai giochi, ha mantenuto contatti nell’ambiente che lo rendono affidabile - che Zac Kravitz è in carcere, probabilmente condannato a morte. Si trova in Ta’argistan, un minuscolo staterello perso in mezzo ad altri cento che a noi sembrano avere tutti lo stesso nome. Zac non è quello che si potrebbe definire un amico, a quanto gli dicono è invischiato in commerci e traffici non proprio leciti. Ma è l’uomo che ha strappato Julia alla morte sulla barca incendiata, l’uomo che gli ha dato la possibilità di avere altri sei mesi con sua moglie prima che il destino si ripresentasse inesorabile a portagliela via, durante una vacanza in Svizzera, mentre senza che lo sapessero lei aspettava il loro bambino. Quei mesi regalati fanno di lui qualcosa di diverso, Harry si sente e si sentirà sempre in debito con lui, senza limiti ed ecco perché, racimolata qualche notizia in più (ben poche per la verità), riscosso qualche credito anche lui, riesce ad inserirsi – forzando leggermente le cose con Bowles, un politico di mezza tacca a capo di un gruppo che proprio in quei giorni deve recarsi in missione diplomatica in Ta’argistan. Le sue conoscenze gli permettono di appurare che l’Inghilterra non ha interessi lì, dall’America il messaggio che arriva è forte e chiaro, posto pericoloso: girare alla larga. Ma Harry ormai è deciso, andrà a tiare Zac fuori da quella prigione, con le buone o con le cattive…

Terzo romanzo della serie – a occhio e croce non sarà l’ultimo – che vede protagonista assoluto Harry Jones. Ritirato dal servizio attivo, non più un giovanotto ma schifosamente ricco e ancora ottimamente addestrato e piacente. Quando fai il lavoro che ha fatto lui, a metà fra il politico e l’agente dei Servizi, tutto quello che hai visto, sentito, spesso subìto (ma anche risolto) ti rimane addosso, sia in termini di esperienza che di prestigio, nonché costituisce un delicatissimo portafoglio di debiti e crediti da usare al momento opportuno. Un romanzo che scivola ora nell’avventura purissima ora nello spionaggio, generi che inevitabilmente si intrecciano quando l’eroe è un uomo solo. Un uomo che rimane coinvolto in situazioni che ucciderebbero chiunque e metterebbero in difficoltà anche un supereroe, ma non Harry (nei ringraziamenti però si legge di accurate consulenze mediche, e si capisce che l’essere umano ha delle potenzialità davvero notevoli). Un cattivo suo malgrado, col cuore pieno d’amore. Un classico, insomma. Certo qualche descrizione in meno avrebbe probabilmente giovato alla lettura, soprattutto quelle dell’immaginaria Aškek, capitale oltremodo triste e le elucubrazioni psico/emozionali di James. Dobbs non ha voluto far mancare neanche l’amore, forse la parte più debole di tutto il romanzo, un po’ (tanto) scontata e che quindi inevitabilmente banalizza la storia. Nel complesso però l’autore – che, ricordiamolo, è stato un parlamentare britannico, nonché consigliere della Lady di ferro Margaret Thatcher e quindi sa bene di che ambiente racconta – dà buona prova di sé, come già aveva dimostrato nella precedente trilogia, da cui è stata tratta la famosissima serie televisiva House of Cards. Riassumendo: avventura, politica, intrighi internazionali, amore e amicizia. Non manca nulla.

 


 

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