L’estate di Flora

Flora, diciassette anni, ha un corpo esile ed è di bassa statura, con il mento un po’ sporgente e il sorriso troppo ampio. La sua indole timida e riservata la spinge a lasciar ricadere sul volto i suoi lunghi capelli ricci per distogliere da sé l’attenzione altrui. Non frequenta i coetanei, non ha un’amica del cuore con cui confidarsi né un ragazzo con cui condividere le emozioni del primo amore. A seguito della morte della madre Teresa, il padre, che da tempo si è rifatto una nuova famiglia, la conduce insieme con il fratello maggiore Ivan su di un’isola del Mediterraneo per trascorrere l’estate a casa della zia Concetta. La donna, cui il dolore ha pietrificato il cuore e reso scorbutico il carattere, non riserva loro un’accoglienza calorosa. Eppure Flora a poco a poco riesce a vincerne le ostilità e ad instaurare con lei un profondo rapporto di reciproca fiducia. Tra l’azzurro del mare accarezzato dal calore dei raggi solari, la quiete delle baie, delle cale, l’ombra delle pareti rocciose, l’incanto delle distese sabbiose e dei lembi verdeggianti di terra, la presenza ombrosa ed enigmatica degli abitanti, Flora trascorre l’estate sull’isola in un alterno avvicendarsi di emozioni e di ripiegamenti dolorosi. Fino a quando Narciso, un giovane fragile e solitario le cambierà la vita in un modo del tutto inatteso…

Il nuovo romanzo della giovane scrittrice ascolana Roberta Tamiso ha per titolo L’estate di Flora, proprio come una canzone orecchiabile della cantante pop americana Flora Winter, il cui successo è durato giusto il tempo di un’estate. E di suggerire al padre il nome da affidare alla protagonista del libro. Due aspetti, su tutti, meritano di essere colti sull’appassionante vicenda che si dispiega lungo le pagine. Il primo riguarda l’efficace caratterizzazione dell’identità dei personaggi di volta in volta introdotti nel corso della narrazione, le intuizioni di Flora e le congetture degli altri. In secondo luogo la vena narrativa di un’autrice sostenuta da una scrittura più attenta ai risvolti psicologici che non allo svolgimento dei fatti, capace di scoprire il velo delle più recondite ambiguità che agitano l’animo umano, le condizioni precise in cui il pericoloso sedimentarsi di turbe e dolori sfocia nei comportamenti solo apparentemente più inspiegabili. Sarà l’imprevedibilità della vita, sarà quella luce speciale dello scenario evocato nella sua genuina immediatezza, non si può evitare di entrare in sintonia con ambiente e personaggi, provandone le stesse emozioni, stringendoci a loro commossi e malinconici con pari necessità di conforto. Scandito da capitoli brevi, veloci e scorrevoli, lo si divora in poco tempo, restando sedotti con naturalezza dal suo flusso ammaliante.



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