L’estraneo

 L’estraneo

Un uomo sbuca improvvisamente dalla cucina immersa nell’ombra: è alto, ha le spalle larghe, i capelli scuri. Il suo aspetto è rassicurante: a dispetto della situazione non sembra voglia rubare qualcosa, tutto infatti è perfettamente in ordine. Joanna è di fronte a lui, ammutolita nel bel mezzo del suo salotto; tra le mani un pesante fermacarte pronto ad essere scagliato come arma. Se l’intruso non vuole i suoi soldi, allora forse vuole lei. Si sente mancare al solo pensiero e l’uomo, nonostante le sue accorate suppliche, le si avvicina lentamente. Sembra preoccupato. Joanna quella sera avrebbe desiderato solo una doccia, un buon libro e una tazza di tè caldo alla vaniglia: e invece è li, costretta ad ascoltare i vaneggiamenti di un estraneo che le assicura di non volerle fare alcun male. Che le chiede se ha bisogno di un dottore. E che afferma con convinzione di essere il suo fidanzato, chiamandola affettuosamente per nome. Erik, questo il nome dell’uomo, non è meno basito di Joanna di fronte a quella situazione assurda. Cosa è successo alla donna che ama e con la quale convive ormai da parecchi mesi? Lo sta trattando come un perfetto estraneo, come un ladro, o peggio ancora come uno stupratore. Eppure, dentro quelle mura ci sono i suoi vestiti, le sue scarpe, le sue giacche. Insomma, le tracce della sua presenza in quella casa! Ma guardandosi intorno, Erik si rende conto improvvisamente e con orrore che tutte quelle tracce sono state rimosse: niente che gli appartenga può essere mostrato a Joanna a sostegno delle sue affermazioni...

L’estraneo, scritto a quattro mani da Ursula Poznanski e Arno Strobel (entrambi autori di punta del panorama thriller tedesco) è una storia dall’approccio decisamente intrigante, capace a primo impatto di incuriosire il lettore, spingendolo a voltare velocemente pagina per scoprire quali siano le motivazioni che hanno instillato il caos nell’esistenza di questa giovane e normalissima coppia. I protagonisti – lei una ricca fotografa australiana scappata in Germania per sfuggire all’oppressione di un padre troppo invadente, lui impiegato in un’importante azienda informatica ‒ si dividono i capitoli alternando il loro punto di vista, e l’utilizzo del tempo presente conferisce alla vicenda un ritmo tutt’altro che blando. Ma è la scrittura in sé a non convincere: piatta e ripetitiva, non riesce a coinvolgere emotivamente, riducendosi ad una sequenza meccanica di azioni e reazioni; insomma si capisce presto che il libro non è all’altezza delle sue interessanti premesse. Andando avanti, Erik e Joanna dovranno imparare nuovamente a fidarsi l’uno dell’altra e riscoprire il sentimento che da tempo li lega come se si fossero appena conosciuti. Un’impresa non facile, visto che la verità su ciò che è accaduto sembra assumere tratti sempre più contorti. Talmente contorti da arrivare a sfiorare l’incoerenza. Senza incorrere troppo nello spoiler potremmo accennare al complotto politico e al terrorismo, e ai due protagonisti come ignare pedine sopra una subdola scacchiera. Così gli autori confezionano un finale artificioso, troppo spettacolare per essere in linea con l’intera storia e con un legame con l’attualità che pare una forzatura; argomenti di un certo spessore buttati nel calderone per stupire e spiazzare ad arte, trattati in modo superficiale e liquidati con poche battute nelle pagine finali, in cui si tirano le fila di una vicenda che è partita bene, è continuata fra la noia ed è finita, ahinoi, nel ridicolo. Forse, da due veterani del “genere” ci si sarebbe aspettato qualcosa di più.



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