L’età di mezzo

L’età di mezzo

Quattro luglio. Adam Berendt esce di casa, lega il suo pastore tedesco in giardino, si preoccupa che abbia tutto l’occorrente per stare bene durante le poche ore della sua assenza. Si ripromette di tornare presto a casa. Ha una cena in una cittadina vicina a quella in cui vive. Adam non tornerà più a casa. La sua morte improvvisa, assurda e tragica (Adam tenterà di salvare una bimba in acqua perdendo lui stesso la vita) scuote completamente le coscienze degli abitanti di Salthill-on-Hudson. Adam è di certo un membro attivo della comunità. Artista poliedrico, uomo dai mille interessi, la sua vita nel corso degli anni vissuti nella piccola cittadina ha intersecato quella di molti abitanti. Ma… chi era esattamente Adam? L’amante di più donne, l’amico fidato di Marina Troy, anche lei perdutamente innamorata di lui? Marina parte alla scoperta di quale fosse il passato di Adam, un passato che nessuno conosce. Le serve per cambiare la sua vita, per allontanarsi da un dolore a cui non sa dare un nome, per trovare una nuova direzione. Roger, avvocato di fiducia di Adam e suo grande amico, non sa più con chi parlare: ha perso il suo unico confidente. Cercherà di fare in modo che l’eredità di Adam non vada sperperata. Camille e Abigail hanno entrambe matrimoni al capolinea: come faranno senza Adam? Chi saprà ascoltarle, consigliarle, di chi si innamoreranno ancora una volta?

L’età di mezzo è un romanzo complesso, di ampio respiro, una lettura impegnativa e allo stesso tempo interessante. Joyce Carol Oates, che non ha bisogno di molte presentazioni data la sua notorietà mondiale, scrive uno dei suoi lavori più riusciti. Il plot potrebbe apparire abbastanza semplice: tutto ruota attorno alla morte di Adam Berendt. Sembra che la sua stessa presenza, la sua vita semplice, fosse il perno di una intera comunità. Dopo la sua morte tutto comincia a sgretolarsi senza che nessuno dei protagonisti, tutti amici o amanti di Adam, riescano ad arginare l’effetto domino che li sta colpendo. C’è chi partirà e si allontanerà dalla cittadina alla ricerca delle origini di Adam, chi troverà finalmente il coraggio di chiedere il divorzio dopo anni di matrimonio infelice, chi metterà a repentaglio la sua vita e quella del proprio figlio… La Oates racconta magistralmente le idiosincrasie, le paure, le ansie dei cinquantenni americani: tutti benestanti, tutti con la voglia di cambiare la loro vita, tutti insoddisfatti delle scelte compiute, in rotta con i propri figli che non li capiscono più. Lo stile è semplice, paratattico, affilato come una lama. Il lettore resterà completamente avvolto nella narrazione e sempre più curioso di sapere come va a finire, quali scelte avranno il coraggio di prendere i protagonisti. La Oates scava nel nostro animo, mette a nudo le nostre paure più recondite, le nostre fragilità. L’età di mezzo è un romanzo importante ed è uno dei capisaldi della letteratura contemporanea americana.



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