L’età sottile

Portodimare, sullo Ionio. La fine di un’estate da quattordicenne. Uno scooter, le biciclette, qualche sigaretta, gli amici. E poi spiaggia e mare, il primo bacio al chiarore della luna. Amori estivi effimeri e sfuggenti come i granelli di sabbia, come le orme sul bagnasciuga, come la fine di un’estate che porta via con sé molto, ma non tutto. Non quell’incontro che avrebbe cambiato la vita di Gregorio. Levi è un uomo elegante, con un’età indefinita tra i trenta e i cinquanta anni. Lo avrebbe ritrovato solo due anni dopo quell’ultima estate da bambino. Gregorio è alla fine di un ciclo, di fronte ad una rivoluzione che gli cambierà la vita. Nella noia della routine piombano imprevisti che creano scompiglio. Come le crisi epilettiche della mamma, quelle stesse che gliel’avevano portata via. Nessuna lacrima per sette giorni e poi un fiume in piena. Ma tutto passa e con l’arrivo della primavera tornano anche i sorrisi e i nuovi amori. Chiara è a Roma, lui nuovamente a Portodimare a massacrare senza successo il basso in una tribute band dei Nirvana. “Perdi tempo, non sei nato per suonare”, forse però lo è per la magia, quella che Levi ha tutta l’intenzione di insegnargli, quella vera, senza trucco. A Gregorio restano ventiquattro ore per fare la sua scelta: prendere o lasciare. È così che ha inizio l’apprendistato: tre semplici regole da non infrangere mai e i “compiti a casa”. La prima vittima su cui esercitare stralci di crudeltà fino a scoprire che la Magia non è altro che la possibilità di cambiare il mondo intorno a sé. Un potere troppo grande per mollare. Paure e prove da affrontare, e pericoli ad ogni angolo, ad ogni incontro…
È possibile andare oltre le regole degli uomini? È giusto? Gregorio lo scoprirà a sue spese, insieme agli esercizi di immaginazione e di volontà, i due cardini della magia. È necessario andare oltre la realtà per ottenere la piena conoscenza e questo può voler dire perdere quello che di caro abbiamo nella realtà. Ma Gregorio è pronto ad affrontare la sfida. La sua è “un’età sottile, in cui tutto è ancora possibile”. Francesco Dimitri apre alle visioni, al surreale, al selvaggio: difficile abbandonare la lettura, staccarsi da queste pagine che tengono legato il lettore con il fiato sospeso fino alla fine. Insieme al viaggio del protagonista, la lettura è sostenuta e stimolata continuamente dalla provocazione della curiosità verso la scoperta di ciò che potrebbe accadere, di quello che verrà nelle pagine successive. Un maestro e un apprendista, una storia apparentemente semplice ma che va oltre l’immaginazione per scavare più a fondo nell’abisso umano, nell’immateriale fino a svelare i segreti e le leggi dell’universo. Una storia di crescita, di traghettamento alla maturità che passa attraverso l’esperienza dell’amicizia e del tradimento, dell’amore e del sesso, della violenza. Anche della morte. Un romanzo che resta, che ronza in testa anche dopo la lettura, che fa pensare, emozionare, terrorizzare. Un viaggio sotto pelle per riscoprire l’essenza della natura umana. Quella natura difficile da comprendere, complicata da svelare. Per alcuni aspetti impossibile da ammettere, persino a se stessi.

 

 

 

 
 
 
 
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