L’eterna notte dei Bosconero

L’eterna notte dei Bosconero
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In una collezione di oggetti d’arte e d’antiquariato appartenuta a Joseph Goebbels, famigerato Ministro della Propaganda del III Reich, viene rinvenuto un taccuino appartenuto a Joahnn Wolfgang Goethe: è un diario autografo scritto negli ultimi giorni di vita del grande scrittore tedesco. Goethe, che sente l’alito della morte avvicinarsi sempre più, avverte l’urgenza di raccontare un episodio della sua esistenza mai narrato prima ad anima viva. E' il 1787, e Goethe è appena giunto a Palermo da Napoli dopo quattro giorni di burrascosa navigazione. Trovato rifugio in una oscura locanda, lo scrittore tedesco viene avvicinato da un misterioso individuo, che gli racconta la strana storia della nobile e perversa famiglia dei Bosconero, baroni del vicino feudo di Alimena, una famiglia perseguitata dalla malattia, dalla pazzia e dalla morte...

Ovvero come senza nessun preavviso un giovane poeta e traduttore, stimato studioso di Letteratura malgrado la giovane età, se ne esce con un romanzo che di fatto segna un nuovo inizio per il Gotico in Italia. Stile virtuosistico, cura filologica delle tradizioni culturali e linguistiche italiane senza inseguire vuoti esotismi o peggio americanismi, ambientazione suggestiva a dir poco, un protagonista “famoso” (peraltro con una reputazione “sulfurea” sin dai tempi della pubblicazione della sua rilettura della vicenda del Dottor Faust, datata 1808) e infine violenza, orrore, malattia, vampirismo, gusto per il macabro. Ce n’è a sufficienza per gridare al capolavoro. E noi gridiamo.



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