L’ho sposato, lettore mio

L’ho sposato, lettore mio

La madre di Janey è una donna piuttosto stravagante e sta per sposare un ventiseienne con una cerimonia alternativa che prevede bicchieri rotti, una band irlandese e un bagno nudi nel lago. Le sue tre figlie adorano quel giovane tranquillo, così diverso da lei, ma durante la festa… Alexandra ha un marito e un figlio piccolo ma ci tiene a mantenere un’ora tutta per sé, rubata alla settimana, da trascorrere rilassandosi in piscina. Ed è lì, proprio come allora, che dopo tanti anni rivede lui; un tuffo al cuore e subito dopo un dubbio, forse un ripensamento. Magari una tentazione. Di trascorrere ancora una volta, una soltanto, quell’ora di libertà come faceva allora, con lui… A Grace Pool, la rozza governante che si prende cura di Bertha, la prima moglie di Mr. Rochester, e della sua follia, nessuno ha mai chiesto cosa pensasse di quella ragazza, “umile e mite al suo arrivo”. Ma lei, Grace, l’ha capita “al primo sguardo”, quella ragazzina esangue venuta a “rubare con le sue doti arcane quello che non le appartiene”. E sia, forse riuscirà davvero a sposarlo Mr. R., ma non conoscerà mai quei momenti che anni prima, quando lei era più giovane e bella e non si occupava ancora della sua signora malata, ha condiviso in segreto con lui nella umile stanzina assolata da servetta… “L’ho sposato, lettore mio, perché sono stata costretta”. Perché capita che il matrimonio non c’entri nulla con l’amore. O magari lo sposi perché ti piace; ma poi l’amore è un’altra cosa, e in fondo quello che ti serve veramente è un padre per i tuoi figli dopo che il loro è morto. E poi, dopo il divorzio, puoi sposare lui, quello che è stato il primo e ti ha ingannata. Ed è solo una vendetta. Perché l’amore è davvero un’altra cosa, l’hai incontrato tanti anni fa ed è stata la tua oasi segreta sempre. L’amore è proprio un’altra cosa, e si chiama Mary… Ayla incontra Gerard all’università, lui è lì in Turchia per imparare la lingua e viene da un paese lontanissimo dell’Europa del Nord. Lui è pallidissimo, lei porta il velo, il loro incontro non è dei migliori: lui le tende la mano per stringere la sua ma lei non può toccarlo. Ayla appartiene ad una famiglia molto religiosa e non potrebbe mai toccare un estraneo, un uomo. Eppure diventano piano piano amici, imparano a conoscersi e ad apprezzarsi, al di là delle profonde differenze. Lei arriva addirittura a baciarlo sulle guance in aeroporto quando lui parte per l’Olanda. Perché lei lo sa. Perché lei sa che lui è soltanto timido, ma quando tornerà chiederà a suo padre di sposarla, dopo essersi convertito all’Islam, ovviamente. Lei lo sa, anche se non ne hanno mai parlato, anche se lui non le ha mai detto nulla. Lei è certa che sarà così…

Il 21 aprile 2016 Charlotte Brontë ha compiuto duecento anni e in questa occasione, in contemporanea in Italia per Neri Pozza e in Inghilterra per Harper Collins, è uscito questo omaggio ispirato alla frase più famosa del suo romanzo più noto, Jane Eyre, e curato dall’americana Tracy Chevalier, nota ai lettori per il suo grande successo La ragazza con l’orecchino di perla. “L’ho sposato, lettore mio” è la frase che apre il XXXVIII e ultimo capitolo dell’intramontabile romanzo che Charlotte Brontë pubblicò nel 1847 con lo pseudonimo Currer Bell ed è diventata, nel tempo, sinonimo dell’indipendenza femminile. A pronunciarla è infatti la protagonista, quell’orfana povera non dotata né di posizione sociale né di particolare avvenenza che, assunta come istitutrice della pupilla del burbero Edward Rochester, riesce a trovare il suo spazio in un mondo che le è ostile, fino a conquistare il cuore dell’uomo. Eppure, da personaggio totalmente innovativo e rivoluzionario all’interno della letteratura vittoriana, anche allora non “subisce” la proposta di matrimonio ma decide lei di sposarlo quando, in certo modo, è Rochester ad diventare la parte più “debole” tra i due. Mai in un romanzo dell’epoca si sarebbe potuto leggere altro che “mi ha sposato” o “ci siamo sposati”; “l’ho sposato”, come sottolinea la curatrice nella bella introduzione, non è una sottigliezza linguistica o una espressione casuale. È come se, al contrario, rappresentasse il culmine, l’apice del processo di emancipazione di una donna volitiva capace di non condizionare se stessa alle convenzioni di una società rigida e maschilista. Per questo Jane Eyre è diventata una specie di simbolo letterario, che ha poi ispirato tante altre opere successive. Tracy Chevalier ha chiesto appunto questo a ventuno tra le più note scrittrici di lingua inglese, di lasciarsi ispirare da Jane, dalla sua storia, dalla sua clamorosa dichiarazione al lettore. Il risultato sono ventuno storie assolutamente eterogenee, diversissime tra loro, che declinano con tante variazioni sul tema l’amore, il matrimonio, l’idea di indipendenza e quella di volitività. C’è spazio per l’amore omossessuale (maschile e femminile), per i mutamenti repentini dei moti del cuore, per i tradimenti, per le illusioni e i rimpianti. Alcune storie scelgono di raccontare la vicenda di Jane Eyre da punti di vista diversi rispetto al romanzo che narra in prima persona, quindi scelgono quello di Mr. Rochester, o della governante Grace Pool, o della prima moglie folle di Rochester Bertha, o anche della stessa Jane che però travalica epoche, muta contesti, assume altre forme. Spesso i protagonisti dei racconti, che pure talvolta sembrano lontanissimi dalla storia di riferimento, mantengono intatti i nomi dei protagonisti, Jane ed Edward. A volte la sensazione è che alcune autrici non abbiano poi tenuto in gran conto il tema, altre infastidiscono le rivisitazioni azzardate di personaggi e situazioni che non possono non dispiacere a chi ha amato il romanzo di Brontë. Naturalmente ci sono anche racconti piacevoli, come quello che riecheggia la storia di Wallis Simpson e Edward d’Inghilterra, o quello della stessa Chevalier; a ben guardare gli ultimi sembrano essere i migliori e questo è un peccato per il lettore. Resta una asimmetria che fa della raccolta qualcosa di non perfettamente riuscito. Ma a Charlotte – siamo certi – il pensiero sarebbe stato sicuramente gradito.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER