L’illusione della verità

L’illusione della verità
Autore: 
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Cass è tornata a casa. Dopo tre lunghi anni di silenzio e una sparizione improvvisa eccola lì, nella tana di Mrs Martin, nel regno artefatto e patinato in cui sua madre sparge il suo veleno da che lei ha memoria. Emma non è con lei però, sono sparite la stessa notte ma sua sorella maggiore non c’è, è rimasta sull’isola, quella che Cass descrive nei minimi dettagli senza saper spiegare dove sia esattamente, quella da cui è fuggita su una barca con l’aiuto di un certo Rick che non sa dire che fine abbia fatto. L’isola dove i Pratt ‒ così dicono di chiamarsi Lucy e Bill ‒, hanno ospitato lei ed Emma per tre anni. Sull’isola non è rimasta solo Emma, ma anche la figlia che ha partorito e i Pratt stanno crescendo come fosse la loro bambina. La dottoressa Abby si è occupata della loro scomparsa dal primo giorno, sa tutto di Cass almeno così crede…

Quello dipinto da Wendy Walker è il ritratto freddo e spietato di una famiglia disfunzionale: una madre, Judy, con disturbo narcisistico acuto, incapace di amare il prossimo e con la necessità di controllare le figlie e renderle dipendenti da lei senza risparmiare loro umiliazioni e punizioni. Una figlia maggiore, Emma, votata all’annientamento di sua madre e del suo stesso amor proprio, dipendente dalle attenzioni tutt’altro che innocenti dei maschi di famiglia. Una figlia minore, Cass, anello debole e sempre seconda nelle preferenze di Judy. Attorno al triumvirato femminile ruotano un patrigno senza scrupoli e il suo egocentrico e viziato figlio Hunter, un padre debole e instabile emotivamente e il primogenito Witt, l’unico sano. Che cosa è veramente successo a Cassandra ed Emma negli ultimi tre anni? Dove sono finite e perché soltanto Cass è tornata a casa? Indagano l’FBI e la dottoressa Abby. Precisa, persino pignola nell’analisi caratteriale dei suoi protagonisti, la Walker mette in scena un dramma ancestrale con colpo di scena finale. Judy Martin è l’archetipo della madre mantide, versione moderna di una Medea di Euripide pronta a tutto pur di uscire vincitrice dalla battaglia degli affetti. Judy, Cass Emma ricordano le donne problematiche e velenose di Janet Fitch nel suo film White Oleander (del 1999). Al suo secondo thriller psicologico, la scrittrice ex avvocato del Connecticut, costruisce un minuzioso racconto dei rapporti familiari prima della scomparsa, e proprio qui abbiamo la conferma che non tutte le madri sono brave mamme, e non tutte le figlie crescono al sicuro al riparo della loro ombra.



0
 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER