L’impero del sole

L’impero del sole

Shanghai, dicembre 1941. Dopo l’attacco alla nave militare Petrel, Jim e suo padre sono finiti entrambi all’ospedale, in reparti diversi. Jim si è messo presto a cercare il padre, ma non l’ha trovato. “L’ho visto salire sul camion destinato alla prigione militare di Hongkew”, gli dice una suora e aggiunge, come se non vedesse l’ora di sbarazzarsi di lui:“Torna a casa. Ci penserà tua madre ad aver cura di te”. Jim abita a Amherst Avenue, nel quartiere internazionale: è difficile raggiungere la zona; specie per lui, che ha appena undici anni. Un uomo lo insegue per tutto il tragitto e gli afferra un polso per un attimo, mentre i passanti fanno finta di niente. Quando Jim arriva a casa, stremato, non trova nessuno ad accoglierlo. Nemmeno la servitù. Sul pavimento del bagno qualcuno ha rovesciato del talco e s’intravedono piccole impronte di piedi nudi mescolate a orme di scarponi: la madre di Jim ha forse danzato un violento tipo di tango con uno sconosciuto? La piscina si svuota giorno dopo giorno, gli aerei volano bassi troppo spesso, le provviste scarseggiano: l’unica cosa da fare per rivedere i genitori è consegnarsi ai giapponesi...

James G. Ballard ha trascorso l’infanzia nel quartiere internazionale di Shangai e durante la Seconda guerra mondiale è stato deportato nel campo di internamento di Lunghua. Prima di raccontarlo in un romanzo però ha aspettato quarant’anni: “Vent’anni per dimenticare. Vent’anni per ricordare”, scriverà in un articolo a proposito. L’impero del sole tuttavia non è un libro del tutto autobiografico, perché a differenza del protagonista, abbandonato a se stesso in tempi di guerra, Ballard ha vissuto la prigionia con i genitori. Lo scrittore ha spiegato che è riuscito a raccontare questa esperienza solo tagliandone fuori i suoi genitori. Il protagonista Jim invece ad un certo punto della storia dice: “Certi fatti erano accaduti realmente, e altri avrebbero forse potuto prodursi, se ci fosse stato tempo”. Così, L’impero del sole è un racconto a due piani: in uno abita un bambino che sopravvive alla guerra grazie a molta fantasia, grande passione per gli aerei e un’intelligenza fuori dal comune; in un altro risiede un autore che utilizza il suo ingegno letterario per affrontare un passato doloroso. Nel 1987, tre anni dopo la pubblicazione del libro, Steven Spielberg ne ha tratto un film, aggiungendo un finale commovente e apportando qualche taglio – mancano per esempio le vivide descrizioni “ballardiane” del fiume Yangtze denso di cadaveri o l’arguto, furbo modo di ragionare di Jim. All’inizio del film appare proprio Ballard in un cameo: sta dentro alla sua storia e al contempo diviene per sempre parte anche di quella degli spettatori.



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