L’infiltrato

L’infiltrato
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Nella contea di Clayton, una delle più corrotte e violente dello Stato della Georgia, si è infiltrato Will Trent, con una missione da portare avanti e occhi e orecchie ben aperte a captare ogni particolare che non quadra. Un giorno, in un minimarket di una delle cittadine più malfamate della contea, mentre Trent non riesce a far funzionare la macchinetta delle granite, succede l’impensabile. Volano soldi sul pavimento, un pericoloso assassino fugge in automobile e una giovane donna sembra scomparire nel nulla. Trent si trova sul posto per seguire tutt’altra pista, ma certamente non può fare finta di nulla e si mette immediatamente alle costole del pericoloso criminale a bordo della sua moto. Intanto, una minuta e all’apparenza innocua anziana che tutti chiamano Mawmaw nasconde più di un segreto (“Ma per favore. Si è presa gioco di te alla grande. Tutte quelle cazzate da vecchietta e intanto mentiva alla polizia”) che né Trent né la polizia riescono a intuire…

Romanzo breve di Karin Slaughter, L’infiltrato racchiude tutto il genio dell’autrice, che in pochi capitoli confeziona una storia intensa e affascinante con tanti colpi di scena ingegnosi e serrati. Un poliziesco dai toni beffardi con un protagonista come Will Trent che non ha nulla da invidiare ai personaggi più celebri del genere e che hanno fatto la fortuna di tanti scrittori. Molto bella l’atmosfera da America abbandonata a sé stessa che è stata in grado di creare la Slaughter partendo addirittura dalla desolazione post giochi olimpici di Atlanta per spiegare quanto l’immagine che viene proposta spesso dalla comunicazione ufficiale sia molto lontana, poi, da quello che succede in molte piccole aree degli Stati Uniti. Non è una giustificazione per la corruzione o la malvivenza che regna sovrana nella contea di Clayton, ma il desiderio di far comprendere al lettore che esistono posti in cui la gente si abbrutisce anche senza volerlo. E così L’infiltrato è insieme un giallo ad alta tensione ma anche l’istantanea di una realtà di degrado sociale troppo spesso ignorata. Last but not least, Karin Slaughter ha una scrittura sublime, in grado di conquistare anche i più fini tra i palati dei lettori, una scrittura niente affatto femminile ma che con molta probabilità rimane il segreto del suo successo.



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