L’invasione dei morti viventi

L’invasione dei morti viventi

La signora Keppler attende assieme alla sua scolaresca che la guardia al cancello le dia il permesso di entrare al Centro di Ricerca Moorbank. È qui che i suoi studenti prenderanno attivamente parte al “Programma di Cure per l'Infanzia” che prevede che ogni alunno si prenda cura di un “rianimato”... La relazione di Cyril con sua moglie Alice peggiora notevolmente dopo la morte di lei. Vivere con un “risorto” non è facile, ma la situazione peggiora quando Alice convince i figli a morire... A Murphy manca tantissimo l'odore della pioggia nell'aria, la sensazione di fresco della terra bagnata sotto la pancia; ma soprattutto gli manca il suo ragazzo, Mitchell. Perché Murphy è un cane; un cane fantasma con una missione da compiere...
Sono solo alcuni dei ventuno racconti che compongono questa splendida antologia curata da Christopher Golden – che per gli appassionati del genere horror e fantasy non ha certo bisogno di presentazioni - e pubblicata in Italia dalla Panini, stavolta Books anziché Comics. Racconti in cui quasi sempre gli zombie, chiamati anche risorti o morsicanti, sono vittime di un virus (ricordate Io sono leggenda di Richard Matheson?) e si aggirano per le città con i corpi lividi e semiputrefatti e l'inconfondibile espressione imbambolata sul volto. Eppure non risvegliano in chi li osserva solo sentimenti di paura e ribrezzo, ma anche di compassione e, talvolta, di amore. L'uomo del racconto Come siamo scampati al nostro certo destino osserva commosso la moglie morta che ogni sera torna nel loro giardino e si domanda come sarebbe la sua vita se solo si lasciasse abbracciare da lei. Il cane protagonista di Attenti al cane fantasma e al cucciolo, un cane fantasma che difende fino all'ultimo il suo ex padroncino da uno spirito oscuro che dimora nel bosco, è di una dolcezza struggente. E forse a noi piacciono così tanto i racconti sugli zombie perché – che lo si ammetta o no – la morte fa ancora paura: ci lambisce ogni giorno, ci ricorda quotidianamente la nostra fragilità. Eppure non ne parliamo mai direttamente, è un tabù.  Scrivere e leggere storie come queste ci aiuta a sopravvivere con le nostre paure più oscure, a esorcizzarle. E magari anche a scherzarci su.

 

 

 

 
 
 
 
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