L’Islam è compatibile con la democrazia?

L’Islam è compatibile con la democrazia?
Mentre le autorità che governano i Paesi musulmani cercano in prevalenza di mantenere equilibri e  rapporti diplomatici distesi con i Paesi dell’area occidentale, facendosi garanti di un ordine interno reso precario dalla convivenza delle diverse componenti religiose che ne agitano il tessuto sociale, il richiamo a una esasperata osservanza dei precetti coranici spinge allo scontro una parte sempre più crescente delle popolazioni. Da questo estremismo nascono cruente forme di ribellione politica e un esacerbato odio nei confronti dei valori secolari, dell’individualismo, del liberalismo, dell’esercizio dei diritti umani e della democrazia in genere. L’incontenibile sentimento di dichiarata ostilità verso gli Stati Uniti e quelli dell’area europea rendono instabili i loro regimi che ne sono formalmente alleati e di fatto li costringono a una deriva sempre di più intransigente e autoritaria. Per rispondere a questa montante ondata fondamentalista, cresce tra gli abitanti delle società occidentali, logorati dallo spettro dei frequenti attentati, l’auspicio che anche le nazioni di orientamento musulmano adottino forme di governo democratiche. Ma è possibile convertirle a una struttura politica per loro inedita e incompatibile con una pratica civile in grado di separare politica e religione? 
Ci sono vari modi per giudicare il metodo di uno studioso. Ma se l’approfondimento accurato e rigoroso delle tradizioni storiche e religiose della condotta sociale di una civiltà rappresenta un criterio attendibile, bisogna riconoscere a Renzo Guolo – sociologo e studioso dei fondamentalismo contemporanei – il rango di un indiscutibile maestro nel delineare tutti i limiti che rende alquanto problematico aprire l’ombrello protettivo della democrazia sui paesi islamici. Guidando il lettore in un viaggio nella complessa realtà del mondo musulmano, il libro mette in guardia, con indiscutibile  rigore analitico, dalle lusinghe di orientamenti precostituiti. Consente di superare facili schematismi in favore di una consapevolezza autentica di ogni motivazione che rende improbabile, quantomeno nell’ottica di breve periodo, l’innesto di un regime democratico di matrice liberale in un contesto culturalmente non ricettivo. L’impressione che se ne ricava è che la mancanza da parte dell’Islam di un’autorità centrale e normativa che offra una variegata capacità di risposte religiose alle esigenze delle popolazioni, renderà questi paesi ancora per lungo tempo costitutivamente inadatti ad assimilare pacificamente la complessità dei soggetti e dei valori in campo. 

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