L’isola dei pirati

L’isola dei pirati
Traduzione di: 
Editore: 
Articolo di: 

Settembre 1665, Port Royal. Il governatore inglese della Giamaica, Sir James Almont, non ama usare il pugno di ferro: sa benissimo di guidare un piccolo avamposto isolato nel cuore di possedimenti spagnoli e che i suoi sudditi non sono pacifici contadini ma commercianti, prostitute, faccendieri, persino pirati e che questi ultimi - se da una parte costituiscono il suo esercito in assenza di navi da guerra e truppe britanniche - dall’altra vanno blanditi coprendo le loro scorrerie e tollerando comportamenti non proprio urbani per le strade della città. Insomma la Giamaica non è "una regione gravata da eccessi di moralità", e questo si traduce in una tumultuosa crescita commerciale ed economica. Ma realpolitik non vuol dire anarchia, e le impiccagioni non mancano certo, buon’ultima quella particolarmente feroce di un pirata francese catturato durante un’incursione su territorio giamaicano. La situazione però non è facile da spiegare a un ambizioso funzionario che arriva fresco fresco dall’Inghilterra come Robert Hacklett, il nuovo segretario di Almont appena sbarcato a Port Royal assieme alla disinibita moglie, che si mormora sia stata addirittura amante del re Carlo II. Hacklett si atteggia a moralista, ha orrore della “volgare feccia umana che, ovunque e spudoratamente, si comporta secondo il proprio disgustoso comodo” (chissà cosa direbbe se sapesse che l’anziano e gottoso governatore Almont se la fa con una servetta 14enne, Anne) e parla di combattere i pirati invece che di offrire loro appoggio. Di tutt’altro avviso Almont, che venuto a sapere che una enorme nave da guerra spagnola è all’ancora in una piccola isola, l’avamposto di Matanceros, convoca immediatamente il capitano Charles Hunter, un avventuriero e pirata inglese dal grande coraggio. Se la nave è ferma a Matanceros, infatti, vuol dire che è stata danneggiata da una tempesta e che è in riparazione: i grandi tesori che riempiono le sue stive sono un boccone assai ghiotto, anche se ci sarà da sconfiggere il brutale Cazalla, comandante dell’avamposto spagnolo, che anni prima ha ucciso con le sue mani il fratello di Hunter. Quest’ultimo non vuole farsi sfuggire né l’oro né la vendetta, e mette insieme un equipaggio speciale per una missione che sin da subito appare piena di incognite...

L’analisi dei file Word stipati nell’hard-disk dei numerosi computer del compianto Michael Crichton, genio dell’entertainment fantascientifico, sta a quanto pare - e come è naturale - portando alla luce bozze, manoscritti mai pubblicati, idee, spunti. Il primo materiale a giungere in libreria è questo L’isola dei pirati, un romanzo d’avventura abbastanza lontano dagli standard stilistici crichtoniani: divertente, sensuale, violento, caciarone, pulp, con una coerenza narrativa interna diciamo perfettibile, essenzialmente privo di quegli approfondimenti storici e scientifici che hanno sempre rappresentato il marchio di fabbrica dello scrittore e regista di Chicago. Questa differenza stilistica ha sollevato non poche perplessità nella critica e nel pubblico: c’è chi ipotizza che schiere di ghostwriter siano al lavoro per trasformare brevi spunti o accenni di romanzi in remunerativi bestseller, chi difende la volontà di Crichton di non pubblicare questo romanzo (che evidentemente - si ragiona - non riteneva all’altezza) gridando al tradimento, chi semplicemente rivendica il diritto a soffrire di una crisi d’astinenza da Crichton. A quando datare il manoscritto? Nonostante Lynn Nesbit, l’agente letteraria del defunto scrittore, ritenga si tratti di un lavoro abbastanza recente, e alcuni esperti viceversa ribattano che lo stile acerbo indichi la natura giovanile dell’opera, fonti quasi certe affermano che si tratta di un’avventura concepita per un progetto dei primi anni ’90 per la Timeline Computer Entertainment, una factory di videogames sulla quale Crichton all’epoca puntava molto come investimento e che poi invece nel decennio successivo non ebbe molta fortuna, fino a chiudere i battenti. L’episodio pilota di un videogame, quindi? Quel che è certo è che uscito in contemporanea mondiale, il libro è stato opzionato da Steven Spielberg, che ha già messo al lavoro i suoi sceneggiatori di fiducia. Ne vedremo delle belle.



0
 

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER