L’isola delle anime

“Chi dice che i fantasmi col passare del tempo impallidiscono, si rassegnano e spariscono mente”. Questo pensa lei adesso che tutto è finito (sarà finito davvero poi?) e che è rimasta sola mentre guarda la foto della sua squadra sorridente, scattata in un momento in cui pensavano davvero di essere ad un passo dalla soluzione. Lei è Eva Croce e qualche tempo prima è arrivata in Sardegna da Milano, lasciandosi alle spalle una carriera brillante buttata alle ortiche e portandosi dietro un dolore senza fine; è stata una punizione, a dirla tutta. L’hanno assegnata alla neonata sezione Delitti insoluti della Questura di Cagliari e ha trovato per compagna Mara Rais, modi ruvidi e lingua tagliente, a dispetto dell’eleganza e della cura del suo aspetto e abbigliamento. Eva Croce invece è riservata e riflessiva, porta anfibi scuri, jeans strappati e piercing al naso, e prima di partire ha tinto di nero la sua chioma rossa eredità di origini irlandesi, come se bastasse a cambiare vita e ricominciare altrove. Non è stato facile conoscersi, comprendersi e piano piano entrare in sintonia. Poi Eva ha capito che anche l’altra ha un bagaglio di delusioni, tradimenti e sofferenze, che come lei è una specie di reietta, e che anche l’ispettrice sarda è stata assegnata a questa improbabile sezione come punizione a causa di qualcosa successa sul lavoro che le ha meritato il disprezzo dei colleghi i quali ora la evitano e la guardano con sospetto. Qualcosa di simile a ciò che è accaduto a lei. Il commissario capo Farci ha spiegato loro che devono lavorare a vecchi faldoni polverosi sepolti tra le scartoffie in un sotterraneo, ordini dall’alto; praticamente ai margini dal lavoro operativo, dai colleghi, da tutto. Le due ispettrici si sono così imbattute in due casi raccapriccianti risalenti al 1975 e al 1986, quando vicino a due antichi siti prenuragici, nei pressi di due pozzi sacri, erano stati rinvenuti i corpi di due giovanissime donne. Erano state sgozzate, legate e sulle loro schiene erano state incise con un coltello le spirali sacre, quelle riportate sulle pintaderas, le tavolette di terracotta usate per riprodurre i motivi sul pane e non solo; inoltre indossavano maschere di protomi taurine: tutti elementi rituali precisi e antichissimi, legati ai sacrifici di religiosità arcaica. Sono gli stessi casi che da anni non danno pace ad un vecchio poliziotto, Moreno Barrali, che ha dedicato la sua vita a ricerche e studi approfonditi, ma non ha mai trovato i responsabili di quell’orrore che continua a perseguitarlo senza sosta. Da quando l’uomo si è ammalato e ha saputo che gli restano pochi mesi di vita, e che soprattutto anche in questo poco tempo una degenerazione neurologica inarrestabile sta cancellando la sua lucidità, ha un unico desiderio, che qualcuno continui il suo lavoro e non dimentichi quelle due ragazze; lui, tra l’altro, è sempre stato convinto che ce ne siano state altre, non ritrovate ma anche loro uccise de sa die de sos mortos, la notte di morti o delle anime. Adesso il giorno dei morti è vicino e una ragazza, Dolores Murgia, sembra sparita nel nulla. Lui lo sa che cosa significa, lui lo sa che si sono risvegliate sas animas malas

Dopo Lo stupore della notte del 2018, Piergiorgio Pulixi - che ormai non è più una “giovane promessa” ma una puntuale certezza nel pur esile panorama del romanzo di genere di casa nostra – con questo romanzo fa un salto di qualità deciso e confeziona un romanzo che si può definire senza esitazione imperdibile. Sarà perché si è sentito finalmente pronto a spostarsi a casa sua e a raccontare una Sardegna pressoché sconosciuta, facendo trapelare un rispetto e un amore tangibili e denunciati già dalla dedica in esergo “Per la mia gente”, ma con la fusione della trama poliziesca abbastanza credibile con l’affascinate elemento storico- antropologico ottiene un risultato sorprendente e capace di catturare l’attenzione del lettore e lasciarlo col fiato sospeso fino all’ultima delle oltre 400 pagine. La scomparsa di una ragazza riporta all’attenzione degli investigatori due casi irrisolti che hanno continuato a sanguinare, quanto meno nel cuore di un vecchio poliziotto che ne è ossessionato, segnato un indelebile e terribile ricordo che lo ha smarrito in un passato remoto, tra riti ancestrali legati al culto più antico della storia dell’Uomo, quello della Grande Madre, contaminato da elementi appartenenti alle civiltà che ne tempo sono venute in contatto col cuore pulsante e segreto che la Sardegna serba con una cura gelosa quasi impenetrabile; tanto impenetrabile che – si dice nel romanzo – neppure le mafie continentali hanno attecchito, se non in qualche zona costiera. Religione ancestrale, rituali antichissimi, la Barbagia superiore selvatica e inaccessibile cupa e meravigliosa, una ferinità ribelle, una lingua che esprime un’anima dura e misteriosa, una dimensione temporale che come un continuum fluido tra passato e presente si distende senza soluzione di continuità, come un flusso che al lettore appare naturale e senza forzatura alcuna: questi i punti di forza di un romanzo certamente di alta qualità. A proposito della lingua, l’autore ha confessato di averne limato l’uso, nella prima versione più accentuato, pur avendo cercato di mantenere quelle parole capaci di dare identità a personaggi e luoghi. L’isola delle anime è una storia intensa nella quale brani più crudi si alternano a descrizioni quasi liriche di una natura dominante che incute timore misto a meraviglia e rispetto, una storia in cui la protagonista assoluta, sotto tutti i punti di vista, è la Sardegna, una terra che rapisce e intriga i sensi il cuore e la mente, una storia che getta una luce, anche, sul carattere della gente, ad un tempo chiuso e generoso, che la abita. “Ho sentito il desiderio di raccontare la Sardegna come non è mai stata raccontata […] con collegamenti antropologici sugli antichi riti che ancora oggi sopravvivono in certe zone. Mi interessava la Sardegna autentica e arcaica dell’interno, quella delle montagne, delle grotte e della realtà magica delle maschere e dei culti antichissimi”. Così ha detto Pulixi in una intervista e ha aggiunto: “La presenza femminile allude, in questo caso, all’elemento matriarcale della società sarda dell’interno, una sorta di sciamanesimo femminile”. Se l’intento dell’autore era attirare l’attenzione su questa sua terra misteriosa e affascinante, si può dire che è assolutamente centrato e mirabilmente realizzato. La conseguenza naturale, per il lettore curioso, è infatti precipitarsi a cercare altri libri e informazioni per saperne di più. A proposito di sciamanesimo, o pseudosciamanesimo, è necessario dire di uno degli altri aspetti che Pulixi inserisce nella storia, in questo caso con un evidente intento critico. Nella vicenda hanno un ruolo anche una setta neonuragica e la cosiddetta Nuraxia, il sapere degli antichi sardi cui alcuni studiosi, non sempre riconosciuti dall’ufficialità, si sono dedicati mescolando elementi della tradizione ad altri di genere piuttosto new age, suscitando una rete truffaldina fraudolenta e pericolosa che, sfruttando la creduloneria, millanta guarigioni e benessere legati ai siti megalitici e a presunti poteri energetici legati alle stelle. Una realtà, questa, pare, con la quale la Sardegna è costretta a confrontarsi. Tutti i personaggi di questo romanzo hanno fantasmi da affrontare, e non tutti riescono a farlo senza soccombere; il male è necessario affrontarlo, invece, anche attraversando altro dolore, per poter sperare di rinascere. “Il male non sanato genera altro male, in una spirale infinita” dice il vecchio poliziotto per dare voce alle sue ossessioni. Come ha detto infatti ancora Pulixi, questo “è un libro sul sacrificio, sul modo in cui scappiamo dai nostri doveri e dai nostri sensi di colpa, su come un’ossessione possa arrivare a condizionare una vita”. L’autore ha anche alluso alla possibilità che L’isola delle anime possa essere il primo romanzo di una trilogia; se così fosse ne saremmo davvero molto molto felici.



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER