L’istruzione difficile

L’istruzione difficile

Nord e Sud. Un divario ormai incolmabile? Quali cause continuano a determinare questa forbice? Qual è il legame con l’efficacia dei percorsi scolastici? Ma soprattutto, esiste un collegamento tra le caratteristiche di chi opera nella scuola (dirigenti e docenti in primis) e le competenze maturate dagli alunni? L’analisi parte dai dati dell’OCSE Pisa: l’Italia risulta molto lontana dagli standard di Olanda e Germania. E salta immediatamente all’occhio che il dato è strettamente legato a quello della spesa destinata all’istruzione pubblica. Troppo poco. Altri elementi contribuiscono ad approfondire l’analisi: il retroterra familiare o il tasso di occupazione, così come le competenze e comportamenti degli attori della scuola risultano determinanti rispetto all’efficacia dei percorsi scolastici. Se si considerano i dati risultanti dalle prove standardizzate Invalsi, si rileva che gli studenti del Sud si portano dietro uno svantaggio strutturale che li penalizza già in partenza. Conoscenza e progresso, qualità e crescita sono indissolubilmente e strettamente legati. Rafforzare la scuola significa garantirsi una crescita della nazione di gran lunga superiore a quella attuale…

C’era bisogno di un’ulteriore indagine sulla scuola? La risposta non può che essere ‘si’: il mondo della scuola e le dinamiche ad esso correlate sono così complesse e in continua evoluzione che è opportuno (e necessario) tenere desta continuamente l’attenzione rispetto a ciò che risulta essere un nodo nevralgico per la crescita del nostro Paese. Un nuovo campo di indagine per la Fondazione Res che si è sempre occupata di tessuto produttivo e ambiti squisitamente economici. Una sfida che ha portato risultati preziosi: i numerosi e vari dati raccolti in tabelle e grafici esplicativi, gli studi di caso, l’efficace ed interessate correlazione degli elementi raccolti e analizzati con una lente d’ingrandimento variabile che attraversa diversi territori e diversi livelli di scuola, rendono l’indagine puntuale ed approfondita. E ricca di ulteriori spunti di riflessione. In un momento storico nel quale la scuola e la questione meridionale sono al centro del confronto politico e sociale, il saggio (a cura di Pier Francesco Asso, Laura Azzolina ed Emmanuele Pavolini) regala un importante contributo al dibattito sottolineando l’indiscutibile centralità dell’istruzione e la necessità di politiche sociali lungimiranti.



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