L’origine della distanza

Vittoria ha organizzato tutto per il suo viaggio in Giappone, dove dovrà incontrarsi con Lorenzo. Quando manca poco alla partenza, lui se ne deve andare improvvisamente e non sarà a Kyoto ad aspettarla come promesso. Lorenzo è ambiguo: non le dice nemmeno per quanto tempo starà via e perché, ma la esorta ad andare comunque e a stare nel suo appartamento ora vuoto, ma che forse potrà contenere la spiegazione della sua sparizione improvvisa. Vittoria è stupita: Lorenzo le era piaciuto praticamente da subito, avevano iniziato a frequentarsi anche se lui presto sarebbe dovuto tornare in Giappone, dove lavorava, e passare insieme le vacanze avrebbe potuto dare inizio ad una storia più seria. Nonostante la delusione, Vittoria decide di non rinunciare al suo viaggio e quella che doveva essere una breve vacanza ben presto si trasforma in un soggiorno prolungato, che la porta a  scoprire luci ed ombre della cultura giapponese e a cercare di capire le ragioni della scomparsa di Lorenzo...
 “... Non si dimentichi quello che sto per dirle: il Giappone è un paese sicuro per il corpo, ma pericoloso per la mente”: Vittoria capirà presto quello che vogliono dire le parole pronunciate da un vecchio professore. La sensazione di tranquillità che l’aveva pervasa all’inizio della vacanza non tarda a trasformarsi in una solitudine in cui lei si crogiola: da questa prospettiva, di persona sola ma anche diversa dagli altri - lei è straniera, non sarà mai una di loro e la lingua così diversa crea un effetto “Lost in translation” - Vittoria osserva altre solitudini, avvicinandosi a loro come per casualità ma senza poterle capire fino in fondo. Stare da soli, imparare e capire di essere soli è la faccia nascosta del Giappone: Lorenzo è sparito (o per meglio dire “evaporato”) ma ce ne sono tante di persone come lui, i cosìddetti “johatsu”, persone che da un giorno all’altro se ne vanno e nessuno ne sa più niente. Non sono solo queste presenze/assenze a segnare l’approccio che Vittoria ha con un paese così diverso e imperscrutabile: ci sono anche personaggi come Yuya, ossessionato dal cibo contaminato dalle radiazioni di Fukushima, o persone incontrate per caso (una bambina persa, una ragazza che si trucca in un bar ogni giorno, un suicida) che la colpiscono proprio nel loro essere distanti.
Uno stile pulito, lineare, privo di qualsiasi fronzolo è quello che caratterizza questo breve romanzo, molto toccante, sulla sensazione di “straniamento”. Seguiamo Vittoria attraverso i dodici capitoli che compongo la storia, come le ore del giorno, ma anche gli animali dell’oroscopo cinese: una ragazza persa in un paese che le è sconosciuto, che piano piano comincia a insinuarsi dentro di lei trasformando la sua percezione della realtà. Consigliato.

 

 

 

 
 
 
 
Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER