L’outsider

L’outsider

Nel corso della mia vita ne ho viste di cotte e di crude. Ad Amburgo sono sfuggito per un pelo a un trafficante di armi; durante la guerra civile nigeriana sono stato mitragliato da un MiG; mi sono trovato nel bel mezzo di un colpo di stato in Guinea-Bissau; sono stato arrestato dalla Stasi; ho avuto un burrascoso rapporto con l’IRA e chi più ne ha più ne metta. Come dite? Se ho avuto qualche esperienza piacevole? Beh, ho sedotto un’agente della polizia segreta cecoslovacca ma come sia riuscito a cavarmela in quell’occasione è e resterà un segreto tra me e lei. Mi considero un outsider, pur avendo vissuto in prima persona tutte queste situazioni. Casa mia è il mondo e, che ci crediate o no, non ho mai avuto l’obiettivo di diventare uno scrittore. Possiamo dire che lo sono diventato per caso, essendomi trovato ad affrontare lunghi periodi di solitudine che, col passare del tempo, mi sono diventati sempre più necessari. Da qualche tempo a questa parte, quindi, abito sia il mondo sia la mia testa, che rappresenta l’universo più vasto e complesso in cui si possa vivere. Costruisco storie, personaggi, intrecci e avventure che non di rado prendono ispirazione da quanto mi è capitato nel corso della vita. E pensare che il mio unico obiettivo, da ragazzino, era diventare un pilota della RAF. Ho fatto carte false per riuscirci e, una volta raggiunta la meta, dopo poco tempo sono passato a tutt’altro mestiere, impiegandomi come giornalista. Eh sì, ne ho viste proprio tante, e oggi, una volta tanto, ho deciso di non raccontare e basta, ma di raccontarmi…

Macchina da bestseller di spionaggio e fantapolitica, Frederick Forsyth ci ha regalato romanzi come Il giorno dello sciacallo e Dossier Odessa, per non parlare delle innumerevoli trasposizioni cinematografiche tratte dai suoi universi contorti, segreti e appassionanti. Qui però l’autore mette in scena se stesso con il suo bagaglio (immenso) di esperienze e di vita vissuta pericolosamente e coraggiosamente e lo fa proprio nel modo in cui scriverebbe un romanzo. Tanti aneddoti di suspense e tensione che coinvolgono il lettore come nelle migliori storie vergate dalla sua penna, con più di una strizzatina d’occhio all’autocelebrazione. Da navigato 007 della letteratura, il settantottenne Frederick, sa quando indugiare sull’introspezione e quando dare libero sfogo alle pirotecniche avventure affrontate in ogni parte del globo. E se l’opera è clamorosamente sbilanciata a favore dell’entertainment tutto sommato ci può stare: L’outsider rappresenta, in definitiva, il punto di arrivo di una carriera costellata di successi letterari e personali che attendeva soltanto il racconto di Forsyth stesso in quanto uomo, pilota, giornalista, padre e, soltanto alla fine, scrittore.



Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER