L’ultima canzone del naviglio

L’ultima canzone del naviglio
Autore: 
Genere: 
Editore: 
Articolo di: 

Sta cambiando la musica per il commissario De Vincenzi, è inevitabile. D’altronde, siamo nel 1929 e Mussolini è al potere da qualche anno, non è ancora una dittatura conclamata la sua, ma si sta definendo tragicamente. A farne le spese è chi ancora non vuole cedere a imposizioni assolutamente assurde. Ne soffre Arturo Toscanini, a cui il rifiuto di eseguire gli inni fascisti alla prima della Scala costa minacce per pochissimo non diventate violenza fisica, il furto della sua bacchetta, perpetrato da qualche miliziano, e infine le ingiurie pubbliche. Ne fanno le spese i poveracci, quelli che vivono alle spalle del Duomo, al Bottonuto. Gente che vive di niente o di piccola delinquenza. La voglia di potere del regime, ancora lontano dalla guerra che verrà, impone il decoro, imponendo anche al Poeta del crimine – o meglio tentando di imporgli – restrizioni e indicazioni su come condurre il suo lavoro, su chi sono le persone e i fatti che deve far finta di non vedere. Con la calma che è il suo marchio di fabbrica, trattenendo la rabbia e incanalandola nel ragionamento per arrivare fino a dove può, oltre quello che secondo le milizie dovrebbe. E così, con l’aiuto dei malnatt sulle cui malefatte a volte chiude un occhio, forse scoprirà chi ha ucciso la donna trovata distesa, sotto la neve, accanto alla Colonna del diavolo…

Il personaggio nato nel 1935 dalla penna di De Angelis e riportato in vita da Luca Crovi nel 2018 con L’ombra del campione è decisamente anomalo nel panorama del noir italiano, pur nel rispetto delle caratteristiche e l’ambientazione. Crovi stesso alla fine del libro spiega di aver costruito il romanzo facendo in modo che ogni capitolo fosse quasi un racconto a sé stante, e capitolo dopo capitolo si è sviluppata la trama generale. Molta fantasia ma anche tanta cronaca presa dai giornali dell’epoca. La storia del “negher” e della povera Alfonsina Netto per esempio, così come le vicende accadute a Toscanini. La vicenda della chiusura dei navigli, l’ultimo viaggio del barcone che portò i rotoli di carta al “Corriere della Sera”, o la cocaina che insieme al vino Mariani sballava la città. Una Milano che qui è protagonista quanto i suoi abitanti, gente che forse senza saperlo era già quella che si contrapponeva al malaffare “politico” di Roma, facendo della città lombarda la “capitale morale” d’Italia. Un insieme eterogeneo di personaggi, dove per un codice non scritto le classi sociali, nel rispetto dei ruoli, si mescolano e vivono fianco a fianco. E ogni capitolo è anche il racconto della storia dell’autore, i racconti dei suoi personaggi sono quelli dei suoi nonni, dei nonni dei suoi amici: la fotografia di un’Italia che stava cambiando.

LEGGI L’INTERVISTA A LUCA CROVI



0

Pubblicità

 

Pubblicità

 

 

 
 
 
 

Potrebbero piacerti anche

Il nostro sito utilizza i cookie ACCETTO
Se vuoi saperne di più COOKIE POLICY

I NOSTRI PARTNER