L’ultima intervista

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Uno scrittore di successo riceve dalla redazione di un sito Internet tutte le domande che i suoi lettori vorrebbero porgergli. Lui che gira il mondo con i suoi romanzi si trova in un periodo di stallo creativo e accetta la sfida: mettersi a nudo per tutti coloro che dicono di amare quello che scrive. Alcune domande sono spesso innocue o poco originali, altre, invece, sembrano essere state create solo per fargli raccontare quello che sta vivendo. Fuori dalla pagina stampata, secondo quanto è riportato dai siti online, è un marito, padre di tre figli, insegnante presso una scuola di scrittura creativa, nipote di un importante figura della storia dello stato di Israele. Tutto vero, ma la facciata nasconde ombre ben evidenti: la figlia maggiore non gli parla da molto tempo e ha deciso di trasferirsi al kibbutz Sde Boker per continuare i suoi studi e crescere come donna, sua moglie, manager di successo, è stanca di vedere la sua vita resa pubblica attraverso i personaggi femminili del romanzo di quell’uomo con cui ormai condivide solo casa e bollette, uno dei suoi due migliori amici è sparito da diversi anni e non ha intenzione di far sapere a nessuno dove si trova, l’altro è ricoverato in ospedale per una malattia grave che non gli darà scampo. È sicuro che la sua vita in futuro gli presenterà diverse scadenze, tra cui la fine del suo matrimonio sancita definitivamente dopo il bat mitzvah della seconda figlia, evento che richiede finzione per tutti coloro che vi parteciperanno. C’è solo un modo per fare il punto e riconsiderare tutti i dettagli di quel bel quadro dalle crepe evidenti che è il suo presente: concedersi ai lettori e rispondere, dando forma, così, anche a quella parte oscura a cui non ha mai prestato attenzione…

Inizia come una semplice intervista l’ultimo splendido romanzo di Eshkol Nevo, per trasformarsi pian piano in qualcosa di più profondo. Il protagonista inizia seguendo il percorso delineato dai suoi lettori per allontanarsi su una tangente che lo fa passare verso i meandri più nascosti della sua esistenza. Le domande sono solo spunti che prende in considerazione per parlare di sé. In alcuni casi, anzi, sembra che la risposta non abbia un vero nesso con quello che gli è stato chiesto, perché la cosa fondamentale è rispondere a quel bisogno personale di mettere a fuoco gli errori fatti. Ci deve essere un motivo per cui sua moglie è così fredda e la stessa cosa vale per sua figlia. Perché nessuno ormai sembra dimostrare un sentimento vero nei suoi confronti. La finzione e il suo desiderio di rendere pubblico tutto ciò che deve rimanere privato hanno rovinato per sempre i suoi rapporti? Le bugie che ha detto ai suoi familiari ed amici non sono altro che ennesimi racconti usciti dalla mente di un creatore di storie? Il lettore si trova quasi spiazzato a volte, di fronte ad elementi che rimandano alla vita stessa dello scrittore israeliano (quello in carne ed ossa). Anche suo nonno è stato il Primo Ministro di Israele, anche lui insegna scrittura creativa, anche lui ha tre figli. Ci si domanda: ma di chi parla? Di sé stesso? Nevo si diverte – ed è anche molto bravo - ad intrecciare i diversi livelli della narrazione, ma lo fa soltanto per sottolineare che la sua intenzione è quella di svelare la natura di quanto raccontato; una natura che non può essere che finta, forse “basata su” o “tratta da”, ma mai totalmente veritiera. O forse no?

LEGGI L’INTERVISTA A ESHKOL NEVO



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